Paternò, tentato omicidio mafioso: cinque arresti dei Carabinieri
Cinque persone sono state arrestate a Paternò su richiesta della DDA di Catania per tentato omicidio e armi aggravati dal metodo mafioso, nell’ambito di un’indagine su una violenta escalation tra clan locali

Carabinieri Catania: Paternò, arresti per tentato omicidio mafioso
(AGR) Paternò (CT), oggi. Su disposizione della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, i Carabinieri hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale etneo su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di cinque persone.

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L’indagine, condotta tra settembre e dicembre 2025 dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Catania e dal N.O.R. – Sezione Operativa della Compagnia di Paternò, trae origine dal ferimento avvenuto il 30 agosto 2025 ai danni di Michele Gabriele Giacoponello. Un episodio che avrebbe innescato una pericolosa escalation di tensioni e ritorsioni in ambito mafioso.

Arresti a Paternò per tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il 1° ottobre 2025 un commando composto dai cinque indagati si sarebbe recato presso un’officina meccanica di Paternò, esplodendo tre colpi di arma da fuoco contro il titolare, rimasto ferito a una mano. L’azione sarebbe maturata nel contesto del clan ASSINNATA, articolazione territoriale della famiglia mafiosa Santapaola-Ercolano.
Decisivi, ai fini dell’inchiesta, sarebbero stati intercettazioni telefoniche, riscontri sanitari e l’analisi dei filmati di videosorveglianza acquisiti dagli inquirenti, che avrebbero consentito di ricostruire la dinamica dell’agguato e le responsabilità dei singoli partecipanti.

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Il quadro indiziario raccolto ha portato alla contestazione dell’aggravante mafiosa ex art. 416 bis.1 c.p. e alla richiesta delle misure cautelari, accolte dal GIP del Tribunale di Catania.
Quanto sopra, si comunica, nel rispetto degli indagati che sono da ritenere presunti innocenti, in considerazione dell'attuale fase del procedimento, ovvero quella delle indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile e al fine di salvaguardare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.
















