(AGR) Aperitivo, il ready to drink preferito da un italiano su quattro
Da Roma, JAS porta a Rimini una visione già proiettata all’estate 2026, dallo Spritz al Mojito, dal Gin Tonic all’Americano: cresce il consumo dei cocktail pronti (+2% in volume). Il ready to drink è un cocktail pensato, bilanciato e già pronto da versare, senza improvvisare miscele o ingredienti

JAS a Rimini per presentare il suo ready to drink
(AGR) Il mondo del beverage sta cambiando, e i cocktail ready to drink non sono più una curiosità per addetti ai lavori. I dati più recenti lo confermano: nel corso dell’ultimo anno il segmento RTD ha registrato una crescita del 2% in volume, distinguendosi come una delle categorie più dinamiche del mercato alcolico. In Italia i primi esperimenti di cocktail pronti risalgono a diversi anni fa, ma è stato durante la pandemia che il segmento ha trovato spazio e pubblico.
L’aperitivo a casa, l’assenza del bar tradizionale e la necessità di soluzioni alternative hanno accelerato un processo già in corso. Oggi il ready to drink non è più solo consumo domestico: è hotellerie, catering, eventi, trasporti, locali senza bartender dedicato. L’idea è semplice: un cocktail pensato, bilanciato e preparato da professionisti, già pronto da versare, senza dover improvvisare miscele o rincorrere ingredienti.
In Italia il comparto RTD è ancora in fase di sviluppo, ma i segnali sono incoraggianti. Circa un italiano su quattro ha consumato un ready to drink negli ultimi sei mesi e oltre la metà si dichiara interessata a provarli in futuro, soprattutto tra giovani adulti e Gen Z. Dopo il boom registrato negli anni dei lockdown, dove il consumo di alcolici tra le mura domestiche è sensibilmente aumentato, oggi i dati di ISWR – società che sviluppa analisi di mercato per il settore beverage – dicono che il mercato dei cocktail ready to drink crescerà di un ulteriore 12% entro il 2027. Il suo valore arriverà a un totale di 40 miliardi di dollari nei dieci paesi chiave. Ovvero Australia, Brasile, Canada, Cina, Germania, Giappone, Messico, Sudafrica, Inghilterra e Sati Uniti che oggi detengono l’83% dei consumi totali mondiali di cocktail premiscelati, per un totale di 33,9 miliardi di dollari nel 2022.
Nel Listino 2026 convivono anime diverse, tutte legate dalla stessa logica. Ci sono i cocktail alcolici più riconoscibili, dallo Spritz nelle sue diverse interpretazioni al Gin Tonic, dal Mojito all’Americano, fino a varianti più aromatiche come il Mandarino, il Bergamotto o la Melagrana. I cocktail arrivano già pronti, disponibili in fusti da 10 e 20 litri, formati adatti a sostenere ritmi intensi e servizi continuativi. Dietro al bancone, il tempo conta. La linea Mixology JAS nasce per rendere il lavoro più fluido, senza togliere identità al cocktail. Le basi permettono di costruire una drink list completa in pochi passaggi, riducendo tempi morti ed errori, e limitando gli sprechi. Le basi sono disponibili nei formati da 20, 10 e 3 litri, con packaging riciclabile progettato per un utilizzo professionale e intensivo. C’è poi una linea pensata per il consumo privato, per i regali e per i piccoli eventi. Fustini da 3 litri, bottiglie da 50 e 70 cl, lattine da 20 cl: formati diversi, tutti pronti all’uso, pensati per portare il cocktail fuori dal bar senza complicazioni.
Con il Listino 2026, JAS entra in una nuova fase del suo percorso. Resta un laboratorio artigianale, ma sempre più orientato a offrire soluzioni concrete a chi lavora nel beverage.
















