Coronavirus e maltempo, l'agricoltura rischia il collasso

Le associazioni degli agricoltori chiedono alle istituzioni interventi e risorse adeguate

printDi :: 25 marzo 2020 20:07
Coronavirus e maltempo, l'agricoltura rischia il collasso

Coronavirus e maltempo, l'agricoltura rischia il collasso

(AGR) Agricoltura fuori controllo, dopo la pandemia da Covid-19 ci mancavano le gelate e nevicate fuori stagione ad assestare un altro colpo all'agricoltura. Nei giorni scorsi la Coldiretti aveva lanciato l'allarme: «Intere coltivazioni pronte per la raccolta sono andate distrutte e danneggiate dal colpo di coda dell’inverno che si abbatte sulla produzione di cibo. Questo mentre gli agricoltori sono impegnati in prima linea a garantire le forniture alle dispense delle famiglie italiane costrette a casa dall’emergenza Coronavirus». Gli sbalzi termici spiega il comunicato della Coldiretti «compromettono le coltivazioni nei campi con costi elevatissimi per la perdite delle produzioni. Gli agricoltori stanno cercando di lottare contro le gelate improvvise con pratiche antiche quali l’accensione di fuochi controllati tra i filari, per cercare di aumentare la temperatura tra le viti o attraverso l’apertura dei teli antigrandine per creare una sorta di ‘effetto serra’ e alzare di qualche grado moderatamente le temperature».

Anche l'altra grande associazione di agricoltori, la Cia, lamenta ingenti i danni agli impianti di frutta e alle produzioni orticole «nella fase delicata di fioritura e gemmazione, soprattutto al Nord Italia, ma anche nelle aree interne, fino in Puglia e Basilicata. Guardia alta - continua la nota della Cia - in molte aree della Lombardia, del Veneto e dell’Emilia-Romagna, con perdite importanti su albicocche, pesche e nettarine, in particolare nel Ravennate, Modenese e Ferrarese. Nell' Oltrepò pavese c’è paura soprattutto per i vigneti, preoccupazione lungo la costa abruzzese fino in Puglia, dove finora la perturbazione ha risparmiato solo il Salento. Per questo - conclude la Cia - alla politica e alle istituzioni, che finalmente stanno comprendendo il ruolo strategico del settore primario, di sostenere l’agricoltura italiana con interventi e risorse adeguate».

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