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Accademia Filarmonica Romana, Filippo Gorini in concerto al Teatro Argentina giovedì 26 febbraio

Artista in residenza per il triennio 2025-27, prosegue il progetto sulle ultime Sonate di Beethoven e Schubert, con la novità in prima assoluta della compositrice franco-brasiliana Michelle Agnes Magalhães. Il concerto si inserisce nella rassegna “La musica da camera dal barocco al contemporaneo”

printDi :: 23 febbraio 2026 14:19
Filippo_Gorini _ph credit_Marta_Cantarelli (foto da comunicato stampa)

Filippo_Gorini _ph credit_Marta_Cantarelli (foto da comunicato stampa)

(AGR) Artista in residenza presso l’Accademia Filarmonica Romana nel triennio 2025-27, Filippo Gorini torna giovedì 26 febbraio al Teatro Argentina (ore 21) per il secondo recital del suo progetto che vedrà nell’arco di tre stagioni l’esecuzione delle ultime Sonate di Beethoven e Schubert affiancate a nuove, prime esecuzioni.

A 30 anni d’età, il “pianismo originale, coraggioso” (The Guardian) di Gorini ha conquistato le più importanti sale da concerto come Concertgebouw di Amsterdam, Konzerthaus di Berlino, Konzerthaus di Vienna, Elbphilharmonie di Amburgo, Wigmore Hall di Londra e molte altre. L’Accademia Filarmonica ha ‘fiutato’ il talento di Gorini già diversi anni fa, con un primo concerto alla Sala Casella nella stagione 2017-18 per un ciclo dedicato alla Sonate per pianoforte di Beethoven, poi il debutto sul palco dell’Argentina, nel dicembre 2019. Ora il ritorno per un nuovo progetto condiviso con l’istituzione romana, una residenza che porterà il pianista non solo sul palco del Teatro Argentina ma anche nelle scuole della capitale, impegnato in lezioni-concerto in cui suonerà e dialogherà con gli studenti dell’Istituto Agrario Garibaldi (martedì 24 febbraio) e del Liceo Musicale Farnesina (mercoledì 25  febbraio).

 
IL PROGRAMMA DEL CONCERTO AL TEATRO ARGENTINA

Se nella scorsa stagione Gorini ha affrontato l’op. 111 di Beethoven (trentaduesima e ultima Sonata) e la Sonata D 960 di Schubert (anch’essa ultima del catalogo per pianoforte) con alcuni recenti Játékok (Giochi) di György Kurtág, ancora mai eseguiti in Italia, quest’anno la scelta cade sulla Sonata op. 110 di Beethoven e la Sonata D 958 di Schubert, con una novità, Piano Sonata, della compositrice franco-brasiliana Michelle Agnes Magalhães. Si ripercorre dunque a ritroso il percorso compositivo dell’ultimo Beethoven e Schubert: del primo si ascolterà la penultima Sonata, pubblicata nel 1822, espressione più pura dell’intimismo del compositore tedesco, dalla tersa cantabilità, con richiami nel secondo movimento a temi tratti da canti popolari austriaci molto noti e di carattere umoristico.

Composta due mesi prima della morte, nel 1828, la Sonata per pianoforte in do minore D. 958 di Schubert è la terz’ultima del catalogo e rappresenta un tutto omogeneo con le ultime due. Lo stesso Schumann vi ravvisò “una molto più grande semplicità d’invenzione, per una volontaria rinuncia a brillanti novità in cui egli altra volta si compiaceva”, tornando a quella disposizione intimistica, propria delle sue opere pianistiche precedenti al 1825, cui l’autore aggiunge ricchezza armonica e invenzione ritmica maturate nell’ultimo periodo.

LA PRIMA ASSOLUTA: “PIANO SONATA” DI MICHELLE AGNES MAGALHÃES

Compositrice, improvvisatrice e ricercatrice, Michelle Agnes Magalhães (1979) è nata a Campo Grande in Brasile e vive oggi a Parigi dove insegna al Conservatorio “Francis Poulenc”. Le sue composizioni, eseguite presso le principali istituzioni e festival internazionali, spaziano in ogni genere musicale, dalla musica strumentale all’elettronica, al jazz spesso muovendosi oltre i confini stilistici e in progetti interdisciplinari.

Sulla sua nuova composizione, commissionata dallo stesso Gorini che la eseguirà in prima assoluta, racconta: “La Sonata per pianoforte parla di processi di trasformazione e trasmutazione, incarnando l'esperienza dell'attraversamento, in senso sia letterale che metaforico, ed è stato ispirato anche dalla contemplazione delle traversate oceaniche, quel vasto spazio tra i continenti. Storicamente, le sonate sono diventate emblematiche di questi riti di passaggio, offrendo profonde esperienze di ascolto. Ho incorporato piccoli risonatori (e-bow) e risonanze preregistrate, che creano l'impressione di una risonanza che si estende oltre i limiti fisici dello strumento, esistendo in uno spazio tra il nostro io di ascolto e la musica stessa – in quelle misteriose connessioni tra ciò che sentiamo e ciò che immaginiamo. Questa sonata si collega anche al mistero e al miracolo che sperimentiamo quotidianamente nei piccoli processi di trasformazione e crescita che costituiscono la vita stessa. Riguarda quei sottili cambiamenti che avvengono nello spazio tra le note, tra i respiri, tra i momenti di percezione”.

“Ho commissionato questo pezzo – prosegue Gorini – per il progetto Sonata for Seven Cities (per la città di Portland). Volevo un confronto intenso, libero da pregiudizi, con la contemporaneità. Di Michelle mi aveva affascinato un brano per pianoforte preparato, Mobile, che creava un mondo sonoro unico. Per questa commissione le ho chiesto di usare la tecnologia o la preparazione, ma a una condizione: che fosse gestibile da me solo, senza tecnici, per poter suonare il pezzo anche in carceri o scuole. La soluzione tecnica che ha trovato è l’uso dell’E-bow, un piccolo dispositivo magnetico che, avvicinato alle corde, le mette in vibrazione a diverse velocità e frequenze. Nel pezzo, con la mano sinistra agisco direttamente sulle corde del pianoforte usando l’E-bow quasi come un arco, creando ambienti sonori fisici e sensuali, mentre con la destra suono la tastiera. Il risultato è un percorso ipnotico in cui il timbro elettronico e la risonanza acustica si fondono perfettamente”.

TEATRO ARGENTINA

giovedì 26 febbraio | ore 21

FILIPPO GORINI

Pianoforte

Artista in residenza presso l’Accademia Filarmonica Romana nel triennio 2025-27

Franz Schubert
Sonata per pianoforte in do minore D. 958

Michelle Agnes Magalhães
Piano Sonata*
*prima esecuzione assoluta

Ludwig van Beethoven
Sonata per pianoforte n. 31 in la bemolle maggiore op. 110

A 30 anni d’età, il “pianismo originale, coraggioso” (The Guardian) di Filippo Gorini ha conquistato elogi in sale di prestigio internazionale quali Concertgebouw di Amsterdam, Konzerthaus di Berlino, Elbphilharmonie di Amburgo, Wigmore Hall di Londra, Tonhalle di Zurigo e il Mozarteum di Salisburgo.

Tra i principali recenti impegni, ha tenuto recital alla Konzerthaus di Vienna, al Teatro alla Scala di Milano nell’ambito del Festival “Milano Musica”, alla Carnegie Hall di New York, al Teatro San Carlo di Napoli, al Teatro Argentina di Roma per l’Accademia Filarmonica Romana (dove è “artista in residenza”), al Teatro Carlo Felice di Genova, al Festival Schubertiade in Austria, al Festival di Ravello, e si è esibito con l’Orchestra National de Lille, la Nagoya Philharmonic Orchestra in Giappone, l’Orchestra del Teatro Petruzzelli di Bari e l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino.

È attualmente in corso il progetto “Sonata for 7 Cities” che, nel triennio 2025-27, lo sta portando a trascorrere residenze artistiche in sette metropoli mondiali (tra le quali Vienna, Città del Capo, Hong Kong, Portland, Milano), mirando a mostrare un nuovo modo, responsabile ed etico, di concepire la vita di un musicista: ogni residenza, oltre a concerti, comprende attività divulgative e filantropiche, oltre all’esecuzione di sette brani commissionati a compositori quali Beat Furrer, Stefano Gervasoni, Yukiko Watanabe, Michelle Agnes Magalhães, Federico Gardella, Oscar Jockel. Il prossimo 27 febbraio uscirà il primo delle sette tappe discografiche del progetto, Sonata for 7 Cities: live in Vienna per Alpha Classics / Outhere Music France, che contiene la Sonata D 840 di Schubert, la Sonata di Stefano Gervasoni, commissionata appositamente per l’appuntamento viennese, e la Sonata op. 111 di Beethoven.

Il progetto “The Art of Fugue Explored” ha portato la sua creatività a spingersi oltre al solo pianismo: nel 2020 ha registrato l’Arte della Fuga di Bach, e ha eseguito quest’opera in numerosi concerti in Europa e Canada.

Vincitore del Premio Abbiati come “miglior solista” del 2022, Gorini ha ricevuto inoltre il il Borletti-Buitoni Trust Award (2020). Nel 2015 si è aggiudicato il Primo Premio e il Premio del Pubblico al Concorso Telekom-Beethoven di Bonn.

I suoi tre CD, dedicati ad alcune delle ultime opere di Beethoven (Variazioni Diabelli, Sonate op. 106 e op.111) e Bach (Arte della fuga), pubblicati da Alpha Classics/Outhere, hanno ottenuto importanti riconoscimenti della critica internazionale, tra le quali un Diapason d'Or e recensioni a cinque stelle da The Guardian, BBC Music Magazine, Pizzicato, Le Monde.

Segue attivamente il mondo della musica contemporanea e ha eseguito opere di Stockhausen, Kurtág, Boulez e Lachenmann. Nell’ambito della musica da camera, ha collaborato con musicisti quali Steven Isserlis, Marc Bouchkov, Itamar Zorman, Pablo Ferrández. Ha tenuto masterclass per Liechtenstein Musikakademie, University of British Columbia, Royal Welsh College of Music e i conservatori di Bergamo e Siena.

Diplomatosi con menzione d’onore presso il Conservatorio “G. Donizetti” di Bergamo e l’Università del Mozarteum di Salisburgo, la sua maturazione artistica prosegue grazie al sostegno di Maria Grazia Bellocchio, Pavel Gililov, Alfred Brendel e Mitsuko Uchida.

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