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Nettuno, flash mob di Legambiente: solo il 10% delle spiagge è libro, balneabile ed accessibile

Legambiente denuncia: "Su 3.335 metri di costa analizzati, soltanto 290 sono realmente liberi e fruibili". Gli ambientalisti hanno esposto lo striscione "Giù le mani dalla costa" e chiedono di riequilibrare gli usi degli arenili, garantendo più spiagge libere, accessibili, sicure e balneabili.

printDi :: 26 luglio 2026 13:21
Legambiente flash mob a Nettuno

Legambiente flash mob a Nettuno

(AGR) “Giù le mani dalla costa”. È il messaggio lanciato oggi da Legambiente durante il flash mob organizzato sulla spiaggia di Levante, in occasione della tappa laziale di Goletta Verde, la storica campagna dell’associazione ambientalista in difesa del mare e delle coste, giunta quest’anno alla sua quarantesima edizione.

Con la mobilitazione, Legambiente chiede più spiagge libere, accessibili e balneabili sul litorale di Nettuno. Una richiesta sostenuta dai risultati dell’analisi condotta dall’associazione sugli arenili comunali, dalla quale emerge un fortissimo squilibrio tra le porzioni di costa effettivamente disponibili alla libera fruizione e quelle occupate da stabilimenti, inaccessibili o non idonee alla balneazione.

 
Escludendo i 9,6 chilometri di costa compresi nel poligono militare di Torre Astura, per gran parte dell’anno completamente inaccessibili, il litorale sabbioso di Nettuno preso in esame si estende per 3.335 metri lineari, con una superficie complessiva di circa 26,2 ettari.

Di questi 3.335 metri, 1.965 – pari al 59% – risultano occupati da stabilimenti o altre strutture balneari, mentre 1.370 metri, il 41%, sono classificati come spiagge libere. Una percentuale solo apparente: tra gli arenili liberi, infatti, 500 metri sono completamente inaccessibili a causa della chiusura dei varchi e delle discese al mare, mentre altri 580 metri, situati a est del porto e comprendenti la foce del canale Loricina, ricadono in un’area non idonea alla balneazione.

Le spiagge libere realmente accessibili e balneabili si riducono così ad appena 290 metri lineari, distribuiti in tre piccoli tratti: 170 metri tra il porto e Torre Astura, 70 metri in prossimità del confine con Anzio e 50 metri destinati anche all’accoglienza degli animali domestici, sul lato del poligono militare e di fronte al depuratore. In sostanza, soltanto il 10% del litorale sabbioso analizzato è oggi liberamente fruibile, mentre il restante 90% è occupato da spiagge date in concessione, non balneabili o inaccessibili.

Lo squilibrio risulta ancora più evidente considerando la superficie degli arenili. Dei 26,2 ettari complessivi – un’estensione paragonabile a circa 37 campi da calcio – soltanto 2,02 ettari, pari al 7%, sono costituiti da spiagge libere, accessibili e balneabili. Il restante 93%, pari a 24,18 ettari, comprende stabilimenti e spiagge non fruibili o non balneabili.

«I numeri raccolti a Nettuno raccontano una situazione inaccettabile: il diritto di accedere liberamente al mare non può restare soltanto sulla carta – dichiara Federica Barbera, portavoce di Goletta Verde –. La nostra richiesta è rivolta al Comune di Nettuno, ma riguarda tutti i 24 comuni costieri del Lazio, soprattutto in questa fase storica di riassegnazione delle concessioni balneari. È il momento di riequilibrare gli usi degli arenili, garantendo più spiagge libere, accessibili, sicure e realmente balneabili. Il mare e le coste sono beni comuni e devono poter essere vissuti da tutte e tutti».

«La legge regionale del Lazio n. 8 del 2015, all’articolo 7, comma 5, stabilisce che i comuni debbano riservare alla pubblica fruizione almeno il 50% dell’arenile di propria competenza – dichiara Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio –. A Nettuno siamo ben lontani da questo obiettivo: se si considerano le spiagge effettivamente accessibili e balneabili, la quota si ferma al 10% in termini lineari e al 7% in termini di superficie. Legambiente mette a disposizione dell’amministrazione comunale e delle istituzioni regionali le proprie analisi, affinché si apra subito un confronto trasparente e si proceda a una concreta redistribuzione degli arenili a favore della libera fruizione».

«Questa iniziativa nasce da una condizione che cittadini e cittadine sperimentano ogni giorno – dichiara Manuela Mariani, presidente del Circolo Legambiente Le Rondini di Anzio e Nettuno –. Troppi tratti indicati come spiagge libere sono in realtà irraggiungibili, privi di accessi o collocati in aree non idonee alla balneazione. Non basta classificare un arenile come libero: deve essere raggiungibile, balneabile, decoroso e dotato di accessi chiaramente riconoscibili. Chiediamo al Comune di verificare e ripristinare tutti i varchi, tutelare le discese al mare e pianificare un aumento sostanziale delle spiagge realmente disponibili alla collettività».

Con il blitz di Nettuno, Legambiente chiede dunque alle amministrazioni comunale e regionale di avviare una verifica puntuale delle concessioni e degli accessi al mare, escludendo dal calcolo delle spiagge disponibili i 9,6 chilometri del poligono militare, non ordinariamente fruibili, e di garantire il rispetto della quota minima di arenile destinata alla pubblica fruizione prevista dalla normativa regionale.

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