Vittime di tutte le mafie, l'opera dell'artista Leonardo Di Giorgio impreziosisce l'Onda Tricolore
Nel quadro della manifestazione promossa dalla senatrice Pellegrino (FdI) l'artista ha presentato una sua opera a ricordo delle vittime della mafia. Un pannello dove da un lato c'era la gente comune e dall'altro i servitori dello Stato uccisi per le loro inchieste

Onda Tricolore opera Di Giorgio in primo piano
(AGR) La VI edizione della manifestazione "Onda Tricolore contro le mafie” svoltasi lo scorso 22 luglio sulla scalinata della Regina Pacis di Ostia, ha riunito i rappresentanti di FdI, cittadini e Cdq per parlare delle sfide contro la criminalità organizzata, del valore della presenza dello Stato sui territori e delle riforme avviate dal Governo Meloni.
L’iniziativa è stata promossa dalla senatrice Cinzia Pellegrino (FdI), che ha aperto i lavori evidenziando come questi temi sono centrali nell’azione dell’Esecutivo. La consigliera comunale Maria Cristina Masi, eletta nel X Municipio, ha voluto porre l’accento sulla cura del territorio e la prevenzione. “La cura del territorio – ha detto - è un elemento decisivo per prevenire e contrastare la criminalità. Quartieri ordinati, puliti e ben illuminati favoriscono la sicurezza e rafforzano il senso di comunità. E’ prioritario investire nella riqualificazione degli spazi pubblici significa ridurre le occasioni di illegalità e promuovere il rispetto delle regole”
Leonardo Di Giorgio, Presidente dell’Associazione Spazzio Creattivo nell’occasione ha voluto dedicare alle vittime della mafia una sua opera: immagine simbolo che riunisce tutte le vittime innocenti della “ragnatela” criminale.
“Nella ricorrenza delle vittime della mafia – ha detto Di Giorgio - ho voluto tealizzare un’opera creativa che rappresentasse le migliaia di persone che sono state vittime dalle mafie. Ho inteso differenziare le vittime, da un lato del pannello: imprenditori, contadini, gente comune che hanno disobbedito al potere mafioso e pagato con la vita, cadendo nella ragnatela . Dall’altra parte invece ho voluto ricordare quelle vittime che hanno lottato contro il potere mafioso, servitori dello stato, magistrati e giudici, sacerdoti, politici e giornalisti uccisi perché facevano paura”
















