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Genova, IV Classic Boat Show, storia e passione per la vela fino alla Coppa America 2027

Lungo le banchine del Classic Boat Show si sono mostrate al pubblico imbarcazioni storiche di tutti i generi, di lunghezza compresa tra 9 e oltre 50 metri.Grande interesse in questa edizione del Classic Boat Show per quella che potrebbe essere considerata la riscoperta dei gozzetti da regata genoves

printDi :: 19 maggio 2026 16:46
Banchine_Classic_Boat_Show_Foto_Maccione

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(AGR) “Desidero ringraziare tutti gli armatori, gli equipaggi e i visitatori della mostra-mercato Classic Boat Show, che quest’anno hanno riconfermato la vocazione di una manifestazione diventata punto di incontro e aggregazione tra le diverse anime del mondo della marineria tradizionale”. Così Daniela Cavallaro, ideatrice e curatrice dell’evento giunto alla sua quarta edizione, ha voluto sottolineare il successo di questo  appuntamento annuale svolto in contemporanea alla 18esima edizione di Yacht&Garden, evento dedicato al giardino mediterraneo e alla divulgazione della cultura del Verde e del Mare, tenutosi presso il porto turistico internazionale Marina Genova (www.marinagenova.it) dal 15 al 17 maggio 2026. Anche in questa occasione le banchine hanno ospitato tante barche mai intervenute in passato, favorendo opportunità di business per gli operatori del settore e incoraggiando interscambi culturali tra gli appassionati di storia della nautica. 

Lungo le banchine del Classic Boat Show si sono mostrate al pubblico imbarcazioni storiche di tutti i generi, di lunghezza compresa tra 9 e oltre 50 metri. Eccole: Akela (1951), Alisè (1963), il DC10 Alma (1975), Amore Mio (1964), Brick II (1954), il rimorchiatore convertito in unità da diporto Capotesta (1962), Coppelia (1951), Drafin (1972), Il Moro di Venezia (1976), Invader (1905), Lilli II (1953), Magim (1979), Over The Rainbow of London (1930) sul quale è stato organizzato un suggestivo concerto con allievi del Conservatorio Niccolò Paganini di Genova, Pandora (1994), Patience (1931), Sant’Elisabetta (1963), Tirrenia II (1914), Tiky (1961), Tulli (1960). All’interno del Sea You Pavilion, tra le esposizioni di foto e attrezzature subacquee, erano presenti l’artista e scrittore 90enne Mario Mainelli, l’immancabile acquerellista delle vele d’epoca Emanuela Tenti, l’associazione Amici del Leudo che preserva da anni l’ultracentenario “Nuovo Aiuto di Dio” e la mostra itinerante promossa dalla LNI e realizzata dal Cantiere della Memoria dedicata alla vita e ai successi velici dell’Ammiraglio Agostino Straulino.

 
L’azienda spezzina Moroni Navi rappresentava l’eccellenza nella realizzazione di attrezzature marinaresche, anche per il veliero Amerigo Vespucci, e nella lavorazione e costruzione di barche in legno. Tra gli scafi in esposizione “Casmaran Duri i Banchi”, un modello di Dinghy 12’ in legno del 2011 e il Dinghy Mirror “Betulla”.   

Nel pomeriggio di sabato 16 maggio, presso il SeaYou Pavilion, si è svolta l’affollata conferenza aperta al pubblico “Aspettando l’America’s Cup 2027. Barche, velisti e Napoli”, introdotta dall’amministratore delegato di Marina Genova Giuseppe Pappalardo e moderata dal giornalista Fabio Colivicchi, direttore di Saily.it. Un’anteprima sull’evento di portata internazionale, nonché trofeo sportivo più antico del mondo, che l’anno prossimo si correrà nel capoluogo campano e che soprattutto vedrà competere ancora una volta Luna Rossa, la barca simbolo dell’orgoglio velico nazionale. Gli interventi istituzionali sono stati affidati a Tito Vespasiani, Segretario Generale Autorità di Sistema Portuale, Enrico Macrì, Capitaneria di Porto di Genova, Claudio Villa, Presidente del Consiglio Comunale di Genova e Massimiliano Nannini, Capo di gabinetto della Regione Liguria. Al presidente della Regione Liguria Marco Bucci il compito di chiudere l’incontro indirizzando il saluto benaugurante della sua regione a Napoli. 

A parlare di Coppa America sono stati Giulio Bertelli, vicepresidente Luna Rossa, Max Sirena, amministratore delegato di Luna Rossa, sportivi di calibro come Cino Ricci, memorabile skipper di Azzurra 1983, il velista Tommaso Chieffi, tattico del Moro di Venezia nel 1992, Nico Reggio, Azzurra 1983 e past president dello Yacht Club Italiano di Genova e Maurizio Buscemi, Consigliere Nazionale FIV.

Lo “stato dell’arte” su come Napoli si stia preparando è stato descritto da Dino Falconio, subcommissario SIN Bagnoli-Coroglio, Massimo Clemente del Circolo del Remo e della Vela Italia e Paolo Scutellaro del Reale Yacht Club Canottieri Savoia, General Manager di Mascalzone Latino nel 2003.  Presentato inoltre dall’armatrice Serena Galvani e dal capitano Francesco Nerone, Comandante del IV Nucleo Atleti delle Fiamme Gialle, il viaggio tra mare, vela e inclusione che nel 2027 porterà l’8 Metri Stazza Internazionale ARIA del 1935 da Genova a Napoli.

Grande interesse a questa edizione del Classic Boat Show per quella che potrebbe essere considerata la riscoperta dei gozzetti da regata genovesi, iniziativa promossa dalla Sezione della Lega Navale Italiana di Genova Sestri Ponente, la Federazione Italiana Canottaggio Sedile Fisso, l’Istituto Nautico San Giorgio e il Dipartimento DITEN dell’Università di Genova. Al progetto è stato dedicato l’incontro “Il ritorno delle competizioni rionali tra gozzetti da regata – Restauro di gozzi storici, modellismo e associazioni remiere”, moderato dallo scrittore, giornalista ed esperto in storia e cultura marittima Giovanni Panella.

La Sezione LNI di Genova Sestri Ponente ha per l’occasione curato l’esposizione di cinque gozzetti da regata a sedile fisso, tra cui il Bisagno III del 1946 in corso di restauro, Speranza II del 1958, Speranza I del 1952, Urania del 1954 e Esperia II del 1953. Un tempo queste imbarcazioni, di costruzione leggera simile alle canoe, senza chiglia e con la forma della prua a cornigiotto, rappresentavano le borgate marinare di Genova.  
Nella serata di venerdì 15 maggio si è tenuto il tradizionale cocktail presso la Galleria Arte in Porto, allestita con i dipinti artistico-matematici del genovese Gabriele Gelatti. Come ogni anno si è voluto premiare un anniversario importante, in questo caso l’ingresso, esattamente 40 anni fa, della Sezione Vela delle Fiamme Gialle nelle competizioni agonistiche. Il premio, una splendida opera a sbalzo su metallo realizzata dall’artista spezzina Silvia Scarpellini, è stato ritirato dal sopracitato capitano Francesco Nerone. 

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