Ecco le "Radici" di DDR e dell'Ostiamare: un campione, una squadra, un quartiere
Abbiamo visto in anteprima la docuserie che racconta l’exploit della compagine lidense tornata tra i professionisti

Locandina PH credit Ostiamare
(AGR) L’azzurro del mare e il verde del campo di calcio. Il bianco e il viola a rappresentare l’attaccamento ai colori, in questo caso, di una squadra di calcio ma in realtà a rappresentare un intero territorio. Una ideale tavolozza per raccontare sentimenti, ricordi e prospettive per il futuro. Perché per guardare avanti c’è sempre bisogno di “Radici”. Ed è questo il titolo della docuserie che vede protagonista Daniele De Rossi con la regia di Nicola Ravera Rafele presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma e prossimamente trasmesso su Sky e Now TV. Grazie all’anteprima proiettata per la stampa abbiamo potuto vedere i primi quattro episodi di una storia che non riguarda soltanto gli appassionati del mondo del calcio perché accanto alle vicende della squadra dell’Ostiamare ci sono quelle di un intero quartiere della Capitale: il mare di Roma.

La bandiera PH credit Emanuela Sirchia
Da dove partire se non da quel maledetto 18 settembre, la data che segna l’esonero di Daniele da allenatore della AS Roma? Cosa c’è di più magico che tornare nella squadra da sempre casa tua, quella per cui hai pianto, gioito, sudato, esultato e farlo da allenatore? E cosa c’è di più amaro che esserne cacciato prima di aver potuto esprimere appieno le tue idee ed il tuo impegno? Ritrovarsi all’improvviso disoccupato ed avere più tempo da dedicare a se stesso ma quanto amaro in bocca. Intanto là, dove sono le sue radici, ad Ostia, c’è una società in bilico, sull’orlo del fallimento. Quasi 80 anni di storia che possono da un momento all’altro dissolversi per sempre. No, questo non deve accadere e Daniele non ci pensa due volte, tanto in fondo lo ha sempre sognato di acquistare l’Ostiamare. Detto fatto e dopo aver analizzato punto per punto la situazione e soprattutto essersi circondato di amici fidati, ognuno esperto nel proprio campo, diventa il patron della società lidense. Non presidente attenzione. Perché sa che prima o poi sarà chiamato a sedere su una panchina. Quello è il suo mestiere. Ma anche qui sa di poter contare su una persona: suo padre Alberto De Rossi. Questo il prologo con tanto di immagini di Ostia, dello stadio Anco Marzio dove DDR ha dato i primi calci ad un pallone e di video inediti che lo ritraggono bambino e sempre con il pallone tra i piedi. “Siamo nati con il pallone tra i piedi – dice Alberto De Rossi nel documentario mentre con Daniele solcano le onde lidensi su una pilotina – e moriremo con il pallone tra i piedi”.

Il campo Anco Marzio PH credit Emanuela Sirchia
Daniele De Rossi vive a 360 gradi la società. Sceglie le maglie, incita i ragazzi nello spogliatoio
Una vera e propria impresa, un grande impegno per De Rossi; di certo non un investimento perché c’è tanto da spendere e lui, Daniele vuole vivere in prima persona tutto: dall’organizzazione societaria alla squadra, dalle divise alle maglie di gioco. Tutto deve essere perfetto per far sentire i giocatori (dai più piccoli della scuola calcio) appartenenti ad una idea. E torna la tavolozza di colori e il bianco e il viola devono essere perfetti ed i tessuti anche. L’Ostiamare come una sua creatura da vestire ed accudire. E la squadra? Anche quella come la società è in bilico ma si salva anche grazie alla sua costante presenza sugli spalti in casa, in trasferta e negli spogliatoi. Arriva la salvezza e intanto c‘è da lavorare all’Anco Marzio per la ristrutturazione. Arrivano le prime soddisfazioni proprio dalle giovanili Under 15 e Under 19 che vincono il loro campionato. Arriva anche il nuovo allenatore in prima squadra: David D’Antoni. Si parte e per festeggiare gli 80 anni dell’Ostiamare l’obiettivo è solo uno: il ritorno in serie C tra i professionisti.
Il regista Nicola Ravera Rafele: "Siamo stati accanto ma non invadenti per raccontare il cuore caldo di una storia d'amore"
E succede! Intanto c’è da tornare ad allenare, il Genoa lo aspetta ma sa che ad Ostia può contare su un gruppo coeso. Il resto è cronaca di oggi. Il regista Nicola Ravera Rafele ha saputo raccontare una storia, una bella storia semplicemente stando accanto a Daniele De Rossi. “Il mio primo problema – ci racconta il regista – è stato quello di costruire un fiume che corresse parallelo a Daniele e all’Ostiamare. Volevamo essere presenti ma non pedinare. Non c’è nulla di costruito e quanto estrapolato è l’estratto di 130/140 ore di girato, il cuore caldo di una storia d’amore”. E in questo modo emerge il carattere del campione e soprattutto dell’uomo. Dalle “Radici”.
















