“Il Senso delle Parole”: un maxi cruciverba in tour con Stefano Bartezzaghi negli ospedali italiani
Il progetto di Merck Italia, mira a coinvolgere pazienti e caregiver, e contribuisce alla formazione dei volontari che sono a contatto con i pazienti oncologici. Si vuole favorire un approccio sempre più olistico alle cure, cominciato con il Manifesto per l’Umanizzazione delle cure oncologiche.

Foto di papazachariasa da Pixabay
(AGR) Nel percorso terapeutico di un paziente, possono esserci parole temibili, difficili anche solo da pronunciare ad alta voce. E altre che possono assumere un valore straordinario nell’iter di cura. Ognuna di queste parole, può avere definizioni e sfaccettature diverse che variano in base all’esperienza di chi le pronuncia: non esiste un unico significato e tutti meritano di essere ascoltati.
Partendo da questa consapevolezza prende il via "Il senso delle parole", un tour in tre tappe dedicato alla sensibilizzazione e alla comunicazione in ambito oncologico, promosso da Merck Italia con il patrocinio delle società scientifiche AIOCC - Associazione Italiana di Oncologia Cervico-Cefalica ETS, Fondazione GONO GI, Fondazione GONO Plus ETS, GOIM – Gruppo Oncologico dell’Italia Meridionale, SIUrO – Società Italiana di Uro-Oncologia e SIMG – Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Associazioni di Pazienti AILAR – Associazione Italiana Laringectomizzati, FAIS - Federazione Associazioni Incontinenti e Stomizzati, PaLiNUro – Pazienti Liberi dalle Neoplasie Uroteliali e WALCE Aps - Women Against Lung Cancer in Europe.
“Un cruciverba è un enigma: un modo per entrare nelle profondità della lingua, facendoci riflettere su come ci esprimiamo e su cosa esprimiamo- dichiara Stefano Bartezzaghi. E continua: “Un cruciverba è un gioco: un modo leggero di passare il tempo assieme e di usare le parole che di consueto ci pesano”
In questa occasione, il cruciverba diventa anche uno strumento di condivisione e formazione per pazienti, caregiver e per i volontari che, in ospedale e fuori, supportano i pazienti.
La prima tappa del tour è stata martedì 22 settembre a Roma, presso l'Istituto Nazionale Tumori Irccs Regina Elena (IFO): un appuntamento dedicato ai tumori uroteliali e della vescica. A risolvere le definizioni, insieme a Stefano Bartezzaghi, intervengono Fabio Calabrò, Direttore dell’Oncologia Medica 1 dell’ Irccs Istituto Nazionale Tumori Regina Elena- IFO, Livio De Angelis, Direttore Generale Istituti Fisioterapici Ospitaliere IFO e Paolo Conte, volontario dell'Associazione Pazienti Tumore Vescica PaLiNUro.
Evidenzia Fabio Calabrò: “Bisogna trovare le parole giuste. Le parole sono importanti”, faceva dire Nanni Moretti al protagonista di uno dei suoi film.” “In poche situazioni, come in una malattia, prosegue, le parole sono veramente importanti. Per spiegare la diagnosi, per raccontare le possibilità terapeutiche e gli effetti dei trattamenti, per stabilire una relazione, per togliere i sensi di colpa che a volte aggravano il carico della malattia, per dare libertà di scelta a chi si ammala. Quando usata con attenzione e competenza, la parola diventa cura.”
Aggiunge Livio De Angelis: «Che il tour "Il senso delle parole" prenda il via da IFO non è un caso: l'ambito uro-genitale, che comprende i tumori uroteliali, è da sempre una priorità del nostro Istituto, tra tecnologie all'avanguardia come la chirurgia robotica e un numero significativo di trial clinici attivi. Ma accanto all'eccellenza clinica, crediamo che l'umanizzazione delle cure e l'empowerment del paziente siano oggi una responsabilità altrettanto importante, ed è questo lo spirito con cui abbiamo accolto con grande soddisfazione questa iniziativa.»
Il tumore della vescica è il secondo tumore urologico più comune dopo quello alla prostata e in Italia nel 2024 sono stati diagnosticati 31.016 casi. È più comune tra i 60 e i 70 anni ed è quasi 4 volte più frequente negli uomini che nelle donne, ma rispetto al passato l'incidenza della neoplasia è in sensibile aumento nella popolazione femminile. Il principale fattore di rischio per questa neoplasia è il fumo di sigaretta. Il carcinoma uroteliale è il tipo più frequente di tumore della vescica: rappresenta più del 90% dei casi (dati Aiom, “I numeri del cancro in Italia 2025”).
A volte diagnosticato in ritardo, a causa di sintomi difficili da riconoscere, e quindi da riportare al medico, il tumore dell’urotelio può avere un impatto significativo sulla qualità di vita di chi ne è colpito. Inoltre, il tabù che ancora circonda l’area uro-genitale, può ostacolare la condivisione di sintomi ed esperienze. Il tempo dedicato all’ascolto è dunque un elemento fondamentale nella relazione medico-paziente e caregiver/volontario-paziente, sia al fine di un più efficace supporto emotivo, sia per individuare elementi utili a fini diagnostici. Si tratta di una relazione a doppio senso, che deve essere coltivata con consapevolezza. Lo conferma anche Paolo Conte, volontario dell’Associazione PaLiNUro: “Noi volontari dell’Associazione PaLiNUro -e pazienti al tempo stesso di neoplasia vescicale- abbiamo il compito di assistere i pazienti mettendo a loro disposizione il patrimonio di esperienza personale maturata durante le fasi di diagnosi, terapia e assistenza. Una efficace comunicazione è fondamentale per il raggiungimento del nostro obiettivo. Dobbiamo trasferire informazioni utili e corrette, ma questo non è sufficiente. Le parole che utilizziamo devono anche e forse soprattutto essere in grado di mitigare le ansie e le insicurezze che tipicamente affliggono i pazienti.”
Il progetto “Il Senso delle Parole” si inserisce nel solco tracciato da Merck con l’esperienza del Manifesto per l'Umanizzazione delle Cure Oncologiche e dell'Abbeced(i)ario, un glossario narrativo nato proprio per comprendere e restituire il valore profondo delle parole nel mondo della cura, con l'obiettivo di abbattere i pregiudizi e promuovere una comunicazione più chiara, inclusiva e umana.
Dichiara Andrea Paolillo, Direttore Medico di Merck Italia: “Chi riceve una diagnosi oncologica deve affrontare importanti sfide, fisiche, psicologiche e emotive. Per questo, sin dal nostro ingresso in oncologia, abbiamo lavorato con le istituzioni, le società scientifiche e le associazioni di pazienti, per promuovere un approccio sempre più olistico alle cure, in cui il supporto psicologico, l’ascolto e il sostegno concreto a pazienti e famigliari, diventasse prassi clinica. Il Senso delle Parole è un ulteriore passo avanti di questo impegno, che rivendica l’unicità del vissuto di ogni paziente e nobilita il ruolo della spensieratezza: un elemento sottovalutato nell’ambito di un percorso clinico, spesso precluso ai pazienti e ai loro famigliari, ma allo stesso tempo profondamente umano.”
Dopo il debutto romano “Il Senso delle Parole” prosegue il tour con il suo maxi cruciverba all’Humanitas di Milano il 3 novembre – con un evento dedicato ai tumori della testa e del collo – e il 17 novembre a Catania, dove ci si concentrerà sul tumore al polmone.
















