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AISI, in aumento il ruolo delle coperture sanitarie integrative

La diffusione delle coperture sanitarie integrative è uno dei principali fattori di trasformazione del sistema salute in Italia. Secondo le più recenti analisi, la platea dei cittadini coperti da forme assicurative o fondi sanitari integrativi è oggi stimata tra il 30% e il 35% della popolazione

printDi :: 10 aprile 2026 15:46
AISI, in aumento il ruolo delle coperture sanitarie integrative

(AGR) La crescente diffusione delle coperture sanitarie integrative rappresenta uno dei principali fattori di trasformazione del sistema salute in Italia. Secondo le più recenti analisi di settore, la platea dei cittadini coperti da forme assicurative o fondi sanitari integrativi è oggi stimata tra il 30% e il 35% della popolazione, con una crescita significativa negli ultimi anni, in particolare tra lavoratori dipendenti e liberi professionisti.

Parallelamente, la spesa sanitaria sostenuta direttamente dalle famiglie ha raggiunto nel 2024 i 46,4 miliardi di euro (+7,7%), con oltre il 47% concentrato su specialistica e diagnostica, confermando un orientamento sempre più marcato verso percorsi di cura programmabili e tempi certi. In questo contesto, si stima che una quota crescente di prestazioni – in particolare nell’ambito ambulatoriale – sia oggi intermediata da fondi e strumenti assicurativi, contribuendo ad ampliare l’accesso e a ridurre i tempi di attesa nei percorsi programmabili.

 
Un’evoluzione che si inserisce in un contesto ancora caratterizzato da criticità nell’accesso: oltre 4 milioni di prestazioni in attesa, circa 24 milioni di cittadini che hanno rinunciato o rinviato almeno una cura e circa 200.000 prestazioni ancora in sospeso per motivi amministrativi. In un sistema che vale oltre 130 miliardi di euro annui, diventa sempre più evidente la necessità di un equilibrio complessivo tra domanda crescente e capacità di risposta.

«La diffusione delle coperture integrative non è un fenomeno accessorio – dichiara la presidente Karin Saccomanno – ma un elemento strutturale che accompagna il cambiamento della domanda di salute. I cittadini cercano qualità, accessibilità e tempi certi: è su questi fattori che si gioca oggi l’equilibrio del sistema».

Questo andamento si riflette direttamente sull’organizzazione dell’offerta sanitaria, con una crescente integrazione tra sistemi e una maggiore capacità di risposta nei percorsi programmabili. Secondo AISI, il rafforzamento di questi strumenti contribuisce a rendere più sostenibile l’accesso alle prestazioni, favorendo una maggiore programmazione delle cure e alleggerendo, in parte, la pressione sui servizi pubblici. Tuttavia, permane la necessità di una cornice normativa più chiara e uniforme.

«Serve coerenza tra regole, requisiti e prestazioni – sottolinea il direttore generale Giovanni Onesti –. Oggi esistono differenze che rischiano di creare squilibri proprio mentre la domanda cresce e si diversifica. Questi squilibri riguardano anche i modelli economici applicati nei rapporti tra fondi e strutture erogatrici, con livelli tariffari spesso non allineati ai costi reali delle prestazioni e tempistiche di rimborso non sempre compatibili con la sostenibilità operativa dei centri. Il sistema ha bisogno di trasparenza e condizioni omogenee».

Sul piano economico, resta centrale il tema della sostenibilità. L’aumento dei costi operativi – tra energia, tecnologie e personale – continua a incidere sulla capacità erogativa, in un quadro in cui le tariffe risultano spesso non allineate ai costi reali.

«Il punto non è solo accompagnare la crescita della domanda – evidenzia il segretario generale Fabio Vivaldi – ma governarla. Senza interventi su tariffe, regole e capacità organizzativa, il rischio è quello di non riuscire a garantire continuità e qualità delle prestazioni nel tempo».

In questo scenario, AISI richiama la necessità di una visione integrata del sistema salute, fondata su complementarità e responsabilità condivise, e sulla capacità di adottare decisioni rapide e coerenti con l’evoluzione della domanda, affinché l’accesso alle cure resti sostenibile, qualificato e realmente garantito.

foto pixabay

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