35 milioni di nuovi casi di tumore nel 2050: la radioterapia di precisione e le nuove prospettive terapeutiche
Con una crescita prevista del 77% dei nuovi casi rispetto al 2022, la radioterapia è chiamata a evolvere per rispondere a una domanda di cura crescente e complessa. Nello User Meeting promosso da ab medica, i 14 centri italiani che utilizzano CyberKnife hanno affrontato l'evoluzione dei trattamenti

foto Grock creata da IA
(AGR) L’innovazione è tale quando riesce a cambiare la pratica clinica e a produrre un beneficio concreto per il paziente. Una prospettiva che assume un rilievo crescente di fronte all’evoluzione della domanda oncologica. Secondo i dati presentati da ESTRO (European Society for Radiotherapy and Oncology), nell’intervento della Presidente prof.ssa Barbara Alicja Jereczek-Fossa, i nuovi casi di tumore nel mondo potrebbero passare dai quasi 20 milioni del 2022 a 35 milioni l’anno entro il 2050, con un incremento del 77%. Eppure, in Europa, ancora un paziente oncologico su quattro non riceve radioterapia.
Una domanda di cura in crescita, una radioterapia chiamata a evolvere
È questo il contesto in cui si è svolto a Stresa il primo User Meeting CyberKnife, “the light of innovation”, che si è tenuto il 17 e 18 settembre, promosso da ab medica, Gruppo italiano protagonista dell’innovazione tecnologica in sanità, con la direzione scientifica del dott. Pierluigi Bonomo, radio-oncologo, dirigente medico AOU - Careggi Firenze, Responsabile Centro Radiochirurgia CyberKnife - Casa di Cura Ulivella e Glicini Firenze e Presidente eletto AIRO, della dott.ssa Anna Brogna, fisico medico, direttore UOC Fisica Sanitaria - AOU G. Martino Messina, e della dott.ssa Valentina Pinzi, radio-oncologo, dirigente medico - Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta Milano. Le due giornate hanno riunito i professionisti dei 14 centri italiani* che da oltre vent’anni hanno sviluppato esperienza nell’utilizzo di CyberKnife, acceleratore lineare montato su braccio robotico, sviluppato specificatamente per erogare radioterapia stereotassica e radiochirurgia. Un confronto costruito attorno a oltre vent’anni di esperienza clinica: la tecnologia è presente in Italia dal 2003 e ha contribuito, da allora, al trattamento di oltre 60.000 pazienti.
Le due giornate hanno seguito un percorso preciso: dalla condivisione delle pratiche consolidate nei centri italiani alle nuove prospettive di ricerca. Il primo giorno ha messo in relazione le evidenze già consolidate con le esperienze sviluppate nei centri italiani, per poi spostare lo sguardo, il secondo giorno, verso protocolli e indicazioni emergenti.
Dalla nevralgia del trigemino agli schwannomi vestibolari (neurinomi del nervo acustico): l’evoluzione della radiochirurgia
Il sistema nervoso centrale rappresenta uno degli ambiti nei quali l’evoluzione della radiochirurgia è più evidente. Il confronto ha preso in esame patologie e condizioni molto diverse tra loro, dai meningiomi agli schwannomi vestibolari, dalle nevralgie trigeminali alle malformazioni artero-venose, mostrando come la possibilità di concentrare la dose sul bersaglio e preservare i tessuti circostanti abbia progressivamente ampliato le possibilità di trattamento.
Tra gli ambiti discussi, particolare attenzione è stata dedicata alla nevralgia del trigemino, il cosiddetto “tic doloroso”, una patologia che coinvolge 5 casi ogni 100mila persone, caratterizzata da episodi di dolore facciale intenso e invalidante, e agli schwannomi vestibolari, o neurinomi, per i quali la radiochirurgia rappresenta oggi uno degli approcci studiati nel controllo della malattia con il rallentamento della progressione verso la perdita dell’udito nel 60% dei casi. Il confronto ha permesso di valorizzare, condividere e approfondire l’esperienza maturata nei singoli centri.
Lo stesso principio emerge dalle esperienze sulle malformazioni artero-venose e dalla ricerca sulle nuove modalità di prescrizione della dose. Nel programma, il tema della “disomogeneità come opportunità” rappresenta proprio uno degli esempi di come l’evoluzione tecnologica stia portando a riconsiderare anche paradigmi consolidati della radiochirurgia.
Dalle applicazioni consolidate alle nuove prospettive terapeutiche
Il secondo giorno ha portato il confronto dalle applicazioni consolidate alle aree nelle quali la ricerca sta cercando di definire nuovi protocolli.
Nelle metastasi cerebrali, per esempio, sono stati presentati dati real world e prospettici sul melanoma, modelli predittivi basati sul machine learning e studi dedicati alla neurotossicità nei pazienti con metastasi multiple. È un passaggio significativo: l'innovazione non riguarda più soltanto la capacità di erogare la dose con precisione, ma anche quella di selezionare il trattamento più appropriato sulla base delle caratteristiche del paziente e della malattia.
Un’evoluzione analoga emerge dalla ricerca sul carcinoma della prostata. Il programma ha raccolto esperienze sull’ultra-ipofrazionamento, sul boost focale guidato dalla risonanza magnetica, sull’analisi dosiomica, fino a protocolli che puntano a concentrare tutte le procedure in un’unica giornata.
E la ricerca non si ferma al sistema nervoso centrale o alla prostata. Il confronto ha riguardato anche polmone, pancreas, rene e cervice uterina, con confronti su pratiche cliniche, studi sulla gestione degli errori intra-frazione e delle deformazioni anatomiche, sui nuovi dati relativi alla SBRT renale e sull’impiego del tracking fiduciale nel carcinoma della cervice.
Il CyberKnife User Meeting si chiude così come un passaggio di confronto tra esperienza e futuro: dai risultati costruiti nella pratica clinica alle domande che la prossima generazione di trattamenti dovrà affrontare.
LE DICHIARAZIONI DEI TRE CHAIR
Dott. Pierluigi Bonomo, radio-oncologo, dirigente medico AOU - Careggi Firenze, Responsabile Centro Radiochirurgia CyberKnife - Casa di Cura Ulivella e Glicini Firenze e Presidente eletto AIRO (Associazione Italiana di Radioterapia e Oncologia Clinica) - “La straordinaria versatilità di CyberKnife è stata ulteriormente confermata dal primo User Meeting italiano, che ha rappresentato un’importante occasione di confronto e condivisione di esperienze cliniche e dati di elevato livello scientifico. CyberKnife si conferma una tecnologia di grande interesse nel campo della radioterapia oncologica, con un potenziale di ulteriore sviluppo legato alla capacità di ampliare e affinare le possibilità di trattamento a beneficio dei pazienti. Sono numerosi gli ambiti nei quali questa evoluzione potrà proseguire: dal carcinoma prostatico alle applicazioni intracraniche, fino alle altre indicazioni già consolidate, nelle quali l’esperienza clinica e la ricerca stanno contribuendo a definire approcci terapeutici sempre più mirati”.
Dott.ssa Anna Brogna, fisico medico, direttore UOC Fisica Sanitaria - AOU G. Martino Messina - “Consolidare l’esperienza per guidare l’innovazione: esprime bene il senso di questo incontro. Il CyberKnife ha avuto, e continua ad avere, un ruolo importante nell’evoluzione della radioterapia stereotassica, ma, come tutte le tecnologie più avanzate, esprime pienamente la propria efficacia e rilevanza solo quando è affidato a professionisti capaci di conoscerne in profondità potenzialità e limiti e di utilizzarlo in modo consapevole, appropriato e sicuro. È dall’incontro tra esperienza, competenza e confronto multidisciplinare che l’innovazione può tradursi in un reale beneficio per il paziente. In questo percorso la Fisica Medica ha avuto e continua ad avere un ruolo fondamentale, ponendosi come ponte tra tecnologia e clinica e contribuendo a trasformare le potenzialità del sistema in prestazioni realmente affidabili sul piano terapeutico, attraverso il controllo dell’accuratezza, della riproducibilità, della qualità e della sicurezza del trattamento. Il valore di un User Meeting come questo sta proprio nella possibilità di condividere esperienze, risultati e modelli operativi, trasformando il patrimonio maturato nei singoli centri in conoscenza comune e in nuove prospettive di cura.”
Dott.ssa Valentina Pinzi, radio-oncologo, dirigente medico - Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta Milano - “Le evidenze scientifiche ci portano a confrontarci con un paradigma preciso: l’invenzione diventa innovazione quando entra nella pratica clinica e si trasforma in qualcosa di utile, capace di produrre un impatto concreto sulla qualità di vita del paziente. È stato quindi particolarmente interessante in questo User Meeting confrontare esperienze ed evidenze scientifiche e valutarne le ricadute sul piano del valore clinico per il paziente. Gli sviluppi futuri confermano come la tecnologia possa consentire nuovi trattamenti e ampliare le possibilità terapeutiche. In ambito intracranico, accanto alle applicazioni ormai consolidate, come quelle per la nevralgia del trigemino, si stanno esplorando nuove possibilità, dalla traslazione verso l’epilessia ad altre patologie neurologiche. È una direzione che rappresenta una prospettiva importante per il futuro. Anche in ambito extracranico, la possibilità di trattare organi di movimento può trarre beneficio dalle caratteristiche di questa tecnologia”.
*I 14 centri italiani utilizzatori di CyberKnife
Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta (Milano); Centro Diagnostico Italiano – CDI (Milano); Istituto Europeo di Oncologia – IEO (Milano); IRCCS Ospedale San Raffaele (Milano); Ospedale San Bortolo (Vicenza); ASST Spedali Civili di Brescia; IFCA – Casa di Cura Ulivella e Glicini (Firenze); Ospedale Bellaria (Bologna); IFO – Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (Roma); Ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola (Roma); Presidio Ascalesi – IRCCS Istituto Nazionale Tumori Fondazione G. Pascale (Napoli); Mater Dei Hospital (Bari); Azienda Ospedaliera Universitaria “Gaetano Martino” (Messina); Ospedale Businco – ARNAS G. Brotzu (Cagliari).
















