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“Politicamente corretto”….in Italia manca il senso della misura

L'inaffidabilita' e la mancanza di coraggio è una sorta di vizio italico e fanno parte del nostro DNA. Tante persone la pensano così. Il problema e' che non diranno mai quello che pensano apertamente. Non lo diranno mai perché è “buona creanza”

printDi :: 25 maggio 2023 17:11
“Politicamente corretto”….in Italia manca il senso della misura

(AGR) di Ruggero Cametti

Marco Bellocchio, a Cannes giorni fa, ha presentato il suo film “Rapito”.Nel film si narra la storia del rapimento di Edgardo Mortara, bambino ebreo battezzato direttamente dalla domestica cattolica perchѐ creduto in fin di vita e sottratto alla famiglia nel 1858 dalla gendarmeria pontificia su ordine di Papa Pio IX , in quanto battezzato, per farlo crescere nella religione cattolica come il codice di diritto canonico prevedeva. La notizia del rapimento fece il giro di tutta Europa e getto' all'epoca un forte discredito sullo Stato Vaticano .

 
“Decisione -quella del Papa-che appariva ... anacronistica, sorda ad ogni richiamo al rispetto della libertà di coscienza e dei diritti umani in generale.” scrive il Corriere della Sera del 24 maggio specificando ulteriormente “Protestarono non solo molte personalità e associazioni ebraiche, ma anche diversi governi, tra cui quello del Regno di Sardegna, divenuto poi Regno d’Italia, e quello francese dell’imperatore Napoleone III, che pure era schierato a difesa dello Stato della Chiesa.”

Il Papa fu irremovibile «Avevo il diritto e l’obbligo - disse il pontefice nel 1865 - di fare ciò che ho fatto per questo ragazzo, e se dovessi rifarlo lo farei di nuovo». L'ottimo articolo del Corriere specifica che i genitori del povero Edgardo poterono vedere liberamente il loro figlio solo dopo il 1870 ma il piu' era fatto. “Edgardo, divenuto un fervente cattolico, era già entrato nel noviziato dei canonici regolari lateranensi.... ormai diciannovenne rifiutò di tornare con la famiglia e proseguì nel suo percorso di vita religiosa, che lo avrebbe portato all’ordinazione sacerdotale nel 1874.”

Trattasi questa di una storia terribile e a mio avviso ѐ giusto farla conoscere al grande pubblico. Quello che non capisco ѐ la richiesta del cineasta Bellocchio , riportata da vari giornali “ Ho scritto al papa per fargli vedere il film , non mi ha risposto, spero che lo veda. Ha altre cose a cui pensare, ma magari trascorre una serata divertente e rilassante”. Bellocchio sapra' che il Papa ѐ un gesuita ? Attualmente occupato in attivita' minimali, rispetto ad un film di denuncia, tipo la missione di pace Ucraina /Russia, la difesa dei cristiani perseguitati ovunque e alle prese con una crisi ecclesiale che non ha precedenti? Cosa vuole Bellocchio dal Papa? Le scuse per quello che e' successo nel 1858? Vuole che rifletta su i diritti civili delle persone? Tutta l'attivita' della Chiesa di questi ultimi anni e' centrata su un “mea culpa” universale. Che vuole Bellocchio? Far riflettere il Papa? Insegnare qualcosa? Farsi pubblicita' a basso costo, buttandola in caciara? Il Papa ѐ il primate della Chiesa di Roma e in piu' il capo di un paese straniero. Mattarella sta sempre zitto quando accadono simili nefandezze?

Il nostro Bellocchio ѐ privo del senso della misura. “Tutto quello che eccede la misura è sospeso sull’orlo di un abisso” diceva Seneca in “ Fedra e Edipo”.

E l 'abisso e' davanti a noi. Il passato ormai e' andato..non lo possiamo controllare ...pero' parlarne conferisce senso e significato all'attualità nella capacità che abbiamo di elaborarlo. Avrebbe avuto maggior senso nel maggio 2023 per Bellocchio, a cui sono cari i diritti civili, parlare della vita che conducono i dissidenti che vivono in Cina, (dove vogliono nominare vescovi cattolici di loro gradimento), in Russia, in India,in Africa ...vogliamo continuare? Ma stranamente gli italiani, i cineasti ….i giovani di “Ultima generazione” non citano questi paesi.

Diceva Manzoni descrivendo Don Abbondio “Certo il coraggio, uno, se non ce l'ha, mica se lo può dare” nel capitolo XXV dei Promessi Sposi”. E aggiungo modestamente ,molti italiani sono badogliani.

Forse e spiace dirlo, ma elaborare il passato , o significa riconoscere questo o non serve a nulla .Ricordiamoci di non aver mai terminato un conflitto bellico mondiale con la stessa alleanza con cui era cominciato. L'inaffidabilita' e la mancanza di coraggio fanno parte del nostro DNA e tante persone la pensano come me . Il problema e' che non diranno mai quello che pensano apertamente.

Non diranno mai che la buona creanza dovrebbe aiutare il Bellocchio a lasciar perdere questo Papa e che ai ragazzi di Ultima generazione che vanno deturpando le fontane di Roma servono sonori schiaffoni. Non lo diranno perchѐ come le scimmiette “non vedono..non sentono...non parlano”

Si chiama politically correct .

NdR: Ruggero Cametti è un politico di lungo corso, nato nella Democrazia Cristiana ha avuto incarichi importanti nella DC Capitolina e sul litorale è stato più volte consigliere municipale. Ritiratosi dalla politica attiva da alcuni anni cura la campagna elettorale di giovani politici della capitale e ha continuato ad occuparsi di politica affiancando con preziosi consigli gli esponenti politici locali. Profondo conoscitore delle problematiche del X Municipio dove ha lavorato e si è impegnato per anni è un punto di riferimento per il centrodestra anche se resta un importante e competente conoscitore della politica, sopratutto locale. Collabora con AGR esponendo il suo punto di vista sui tanti temi della politica. Buona lettura (e.b.)

papa Bergoglio foto pixabay

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