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(AGR) Ostia, stagione balneare ancora al palo, M5S: il mare di Roma non può più aspettare, no al commissariamento

M5S: La decisione di riaccentrare la delega sulle spiagge in Campidoglio non può trasformarsi in un commissariamento del territorio. Governare il litorale senza il coinvolgimento dell’Assemblea municipale significa assumere decisioni lontane dai problemi reali e l'incertezza continua a crescere

printDi :: 04 febbraio 2026 19:15
(AGR) Ostia, stagione balneare ancora al palo, M5S: il mare di Roma non può più aspettare, no al commissariamento

(AGR) “Il Consiglio straordinario del Municipio Roma X, convocato oggi in vista dell’imminente stagione balneare, ha fatto emergere con chiarezza una situazione che continua a destare forte preoccupazione: sul litorale romano persistono ritardi, incertezze e responsabilità non assunte da Campidoglio e Regione Lazio.

Il Piano di Utilizzazione degli Arenili (PUA), tornato dalla Regione in Campidoglio da circa due mesi, è rimasto fuori dal confronto democratico con il Consiglio municipale. In questo periodo il dialogo si è svolto esclusivamente con i rappresentanti dei balneari e attraverso gli organi di informazione, escludendo l’istituzione che rappresenta l’unico territorio della Capitale direttamente interessato dalla gestione del mare. Una scelta politicamente sbagliata e istituzionalmente grave.

 
La decisione di riaccentrare la delega sulle spiagge in Campidoglio non può trasformarsi in un commissariamento del territorio. Governare il litorale senza il coinvolgimento dell’Assemblea elettiva municipale significa assumere decisioni lontane dai problemi reali, mentre la stagione balneare è alle porte e l’incertezza continua a crescere.

Durante il Consiglio straordinario abbiamo posto una domanda semplice, che resta ancora senza una risposta chiara: chi aprirà e a quali condizioni nella prossima stagione balneare?
Serve sapere immediatamente quali stabilimenti saranno operativi, come si intende intervenire sulle strutture oggi occupate – spesso in condizioni di degrado e potenziale rischio per la sicurezza – e quali controlli verranno effettuati prima di consentire l’apertura al pubblico.

In questo quadro destano preoccupazione anche le dichiarazioni dell’assessore capitolino Zevi durante il Consiglio straordinario. È stato affermato che i gestori balneari dovranno procedere all’abbattimento degli abusi edilizi per poter aprire, mentre i soggetti che hanno vinto i bandi stagionali potranno entrare nelle strutture, con l’abbattimento degli abusi dei precedenti concessionari a carico del Comune di Roma, in danno.
Una soluzione che solleva interrogativi rilevanti sui tempi, sulle responsabilità operative e sulle condizioni di sicurezza e fruibilità degli stabilimenti, soprattutto a ridosso dell’avvio della stagione balneare.

A questa incertezza si aggiunge un tema per noi centrale: le spiagge libere. Ci aspettiamo che anche queste garantiscano pienamente i requisiti minimi di accessibilità, sicurezza e servizi essenziali. In particolare, è indispensabile che siano assicurati il servizio di salvamento e una cartellonistica chiara e completa, così come previsto dall’ordinanza balneare della Capitaneria di Porto.

Ulteriore motivo di forte preoccupazione riguarda il cronoprogramma annunciato: il PUA capitolino verrebbe licenziato nel 2026, mentre le gare pluriennali sarebbero rinviate addirittura al 2028. Non comprendiamo le ragioni di questo ulteriore slittamento e riteniamo che attendere altri due anni per andare a gara significhi prolungare una gestione emergenziale e precaria. Le gare pluriennali devono essere avviate nel 2027, per garantire certezze, legalità e una programmazione seria del litorale romano.

Ma la questione non riguarda solo la gestione amministrativa. La preoccupazione più grande resta il futuro stesso del mare di Roma. L’assenza di una strategia strutturale contro l’erosione costiera è ormai insostenibile. Da anni si ripropongono interventi tampone, come pennelli frangiflutti e ripascimenti “morbidi”, che hanno già dimostrato la loro inefficacia, con un continuo spreco di risorse pubbliche e senza risultati duraturi. Serve un cambio di passo immediato, con interventi strutturali realmente efficaci e una responsabilità condivisa tra Governo, Regione e Comune di Roma. Il tempo delle soluzioni provvisorie e delle decisioni rinviate è finito.

Lanciamo quindi un messaggio politico chiaro: Campidoglio e Regione Lazio devono assumersi fino in fondo la responsabilità delle scelte sul litorale romano, superando una gestione emergenziale, opaca e inefficace. Senza decisioni rapide e una visione di lungo periodo, la stagione balneare che si apre rischia di trasformarsi nell’ennesima occasione persa e di compromettere definitivamente il futuro del mare di Roma e dell’economia del suo territorio.”

Lo dichiarano i Consiglieri M5S del Municipio Roma X, Alessandro Ieva, Giuliana Di Pillo, Silvia Paoletti.

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