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Il tumore alla prostata è il più frequente negli uomini: mezzo milione i casi in Italia, ma i check-up urologici sono ancora pochi

E' quanto rilevano gli esperti del Santagostino Monitoring – Osservatorio sulla Salute che in occasione di Movember puntano i riflettori ancora una volta sull’importanza della diagnosi precoce, fondamentale rispetto a una patologia che nelle fasi iniziali non presenta particolari sintomi. Avviata ca

printDi :: 25 ottobre 2023 09:17
Il tumore alla prostata è il più frequente negli uomini: mezzo milione i casi in Italia, ma i check-up urologici sono ancora pochi

(AGR) Il tumore alla prostata rappresenta circa il 20% di quelli maschili totali, con una frequenza addirittura superiore di quello al polmone: ne sono attualmente affetti mezzo milione di italiani, 7200 i decessi nel 2021 e una crescita dell’1,5% nel 2022 rispetto all’anno precedente (dati Aiom 2022). Se è vero che la pandemia ha contribuito a causare ritardi nelle diagnosi, a pesare su un quadro così complicato anche l’invecchiamento della popolazione e gli stili di vita scorretti, come rilevano gli esperti del Santagostino Monitoring – Osservatorio sulla Salute che in occasione di Movember puntano i riflettori ancora una volta sull’importanza della diagnosi precoce, fondamentale rispetto a una patologia che nelle fasi iniziali non presenta particolari sintomi. 

“Per le donne è molto più normale parlare di diagnosi precoce ginecologica, mentre osserviamo che nel mondo maschile c’è ancora resistenza e i check-up urologici non vengono eseguiti con la frequenza necessaria – evidenzia il dott. Fabio Leva, urologo del Santagostino - Questo fenomeno assume numeri importanti, soprattutto nel caso di patologie rilevanti come il tumore alla prostata, per il quale non esiste una campagna di screening nazionale specifico”. 

 
La maggiore sensibilità e attenzione alla salute da parte delle donne è confermata anche dai dati raccolti ed elaborati dal pool di esperti del Santagostino Monitoring che mostrano un aspetto interessante evidenziando come la sopravvivenza dei maschi sposati sia significativamente superiore rispetto a quella dei single. “È infatti comune in ambulatorio assistere allo spettacolo di uomini ‘trascinati’ dalla propria partner per sottoporsi alle visite - commenta Leva - Gli uomini spesso delegano completamente alla compagna la gestione del proprio benessere, come pastiglie da assumere, gestione della documentazione medica, dieta, controlli ed esami. Questa situazione ha portato a un divario crescente nella sopravvivenza tra maschi e femmine man mano che l’importanza della diagnosi precoce si è fatta sempre più decisiva per il trattamento di patologie come i tumori e le malattie cardiovascolari. In particolare, nell’uomo al di sopra dei 45-50 anni, le patologie della prostata sono frequentemente causa di disagi, che potrebbero essere evitati o quantomeno alleviati intervenendo quando la problematica è ancora in fase iniziale”.

Ma a tenere lontani gli uomini dallo studio dell’urologo è ancora l’imbarazzo: “La visita dall’urologo è semplice e per nulla dolorosa né particolarmente invasiva. Vi si dovrebbe quindi sottoporre non solo chi ha sintomi irritativi (aumento della frequenza delle minzioni, urgenza minzionale, bruciore, levate notturne per urinare) od ostruttivi (getto debole, senso di incompleto svuotamento vescicale, sgocciolamento), che sono più tipici dell’ipertrofia prostatica benigna (condizione comunque meritevole di attenzione). Al contrario, tutti gli uomini dovrebbero interessarsi alla diagnosi precoce, che risulta vantaggiosa sotto più prospettive: chi si preoccupa della propria salute non vive soltanto di più, ma soprattutto meglio”, prosegue il dott. Leva. Per questo, in occasione del mese dedicato alla salute maschile, Santagostino ha scelto di promuovere una campagna di prevenzione offrendo per tutto novembre lo screening gratuito del PSA (antigene prostatico specifico), enzima prodotto dalla prostata che in alta concentrazione può indicare condizioni patologiche.

E’ possibile prenotare il proprio esame, a partire dal 1 novembre, al seguente link: https://salute.santagostino.it/prostata. 

 

SANTAGOSTINO

Il Santagostino è una rete di poliambulatori specialistici completi, la prima in Italia a sperimentare un modello di sanità che concilia qualità elevata e accessibilità. Fondato nel 2009, il Santagostino nasce per rispondere a un bisogno crescente di una larga parte di popolazione: una medicina specialistica di alto livello, accessibile, che integri alcune aree meno presidiate dal SSN - come per esempio l’odontoiatria, la psicoterapia, la logopedia e altre.

Un obiettivo altrettanto importante è rispondere anche ai bisogni relazionali della persona, favorendo l'instaurarsi di un buon rapporto medico-paziente fondato sull'ascolto e sulla fiducia. Per questo assicuriamo tempi di visita adeguati per una buona diagnostica e la possibilità di scegliere lo specialista per mantenere la continuità terapeutica. Il nostro modello è “smart”, volto a garantire una patient experience di qualità, grazie anche all’innovazione tecnologica che costituisce uno dei fattori distintivi dell’azienda.Il nostro team di professionisti, dai medici fino all'accettazione, è dedicato a offrire la migliore esperienza di cura.A fine 2022 Santagostino è entrato in UnipolSai: la compagnia assicurativa ha infatti rilevato la totalità del capitale sociale.

QUALCHE NUMERO

- 38 centri medici aperti (36 in Lombardia, 1 a Bologna, 1 a Roma)

- 3 giorni il tempo medio per avere una visita

- più di 85 specialità ambulatoriali

- 239 dipendenti

- 268mila pazienti nel 2022

- 794mila prestazioni erogate nel 2022

- costo visita specialistica: 77 euro, costo psicoterapia 40 euro, fisioterapia 35 euro, tac e risonanze a partire da 100 euro

- 1300 professionisti sanitari provenienti dalle più importanti strutture sanitarie

- 50.2 milioni di fatturato nel 2022

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Il dr. Fabio Leva foto da comunicato stampa
il dr. Fabio Leva

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