Il regista partenopeo Antonio Centomani ha ricevuto l’ambito Premio Kalos

Il prestigioso riconoscimento è stato assegnato durante la cerimonia svoltasi a Tollo. Il Premio ha calato il sipario con numeri da record: 70 artisti, 200 scrittori, 16 componenti della giuria, 22 premi alla cultura e un catalogo con 91 artisti

printDi :: 31 luglio 2020 14:55
antonio centomani

antonio centomani

(AGR) di Donatella Gimignano

Il regista partenopeo Antonio Centomani ha ricevuto il prestigioso Premio Kalos, considerato uno dei più importanti d’Italia, durante la cerimonia che si è svolta a Tollo (Chieti) nella splendida scenografia del teatro all’aperto “Giovanni Falcone” alla presenza del Sindaco, Angelo Radica, del consigliere delegato alla cultura,  Massimo Di Pietro, e del consigliere regionale Silvio Paolucci. Una serata caratterizzata da un susseguirsi di emozioni e di applausi per i protagonisti della manifestazione organizzata dall’Associazione Culturale Irdidestinazionearte e dal prof. Massimo Pasqualone. Il Premio cala il sipario con numeri da record come 70 artisti, 200 scrittori, 16 componenti della giuria, 22 premi alla cultura e un catalogo con 91 artisti che sarà presentato anche a Dubai.

Centomani nasce a Napoli nel 1964, dopo essersi dedicato ad attività legate al mondo della comunicazione diventando giornalista pubblicista nel 2006 e membro dell'A.I.C. (Associazione Italiana Autori della Fotografia Cinematografica), ha maturato esperienze diverse nei vari mass media: radio, stampa, televisione, cinema con particolare riferimento alla documentaristica ed alla fotografia, ai videoclip musicali, alla pubblicità e alla regia televisiva nel campo dell'informazione, dello spettacolo e dello sport realizzando dirette satellitari e programmi in diretta con regia pluricamere da studio e/o da esterna. Ha lavorato all'estero in Tunisia, Ungheria, Francia, Germania e Spagna. Ha debuttato alla regia cinematografica con il film “L’Aquilone di CLAUDIO” sul tema delle malattie rare, prodotto in collaborazione con RAI CINEMA. Nel 2020, sempre nell’ambito sociale, firma il lungometraggio “Resilienza”, scritto e prodotto dalla Lupa Film di Maria Guerriero, questa volta sulla delicata e attuale problematica della violenza sulle donne. Dal 2018 firma la regia del Globo d’Oro, prestigioso Premio cinematografico assegnato dai giornalisti della stampa estera.

Durante il lockdown ha finito di scrivere la sceneggiatura del film storico/biografico sulla vita del Mons. Francesco Antonio Marcucci, un alto prelato vissuto nella metà del ‘700. Attualmente sta preparando la biografica di un Premio Nobel, un thriller-noir ambientato in Umbria e una miniserie di quattro puntate di genere crime. Entro fine anno potrebbe uscire il suo primo romanzo, una storia d’amore ambientata nell’Inghilterra del 1700.

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