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Copertino, evade dagli arresti domiciliari: l'ergastolano G. C. torna in carcere

Lo storico esponente della Sacra Corona Unita si allontana dall'abitazione senza alcuna autorizzazione. Il G.I.P. dispone l'immediato aggravamento della misura cautelare

printDi :: 09 agosto 2026 11:22
Comando Provinciale Carabinieri Lecce - © MAPS

Comando Provinciale Carabinieri Lecce - © MAPS

(AGR) COPERTINO (LECCE) – Nuova svolta nelle indagini sull'omicidio di S. T., avvenuto lo scorso 11 aprile a Copertino. I Carabinieri del Comando Provinciale di Lecce hanno riaccompagnato in carcere G. C., 61enne storico esponente della Sacra Corona Unita già condannato all’ergastolo. L'uomo era stato arrestato il 1° luglio scorso dai militari del Nucleo Investigativo e della Compagnia di Gallipoli perché ritenuto l'esecutore materiale del delitto.

Inizialmente ristretto in carcere, il 61enne aveva ottenuto gli arresti domiciliari dal Tribunale del Riesame di Lecce per motivi di salute. Poco dopo il rientro a casa, si è allontanato dall'abitazione senza alcuna autorizzazione, rendendosi responsabile del reato di evasione. L'allontanamento è stato accertato dai Carabinieri della Tenenza di Copertino, che lo hanno denunciato all'Autorità Giudiziaria.

 
Carabinieri del Comando Provinciale di Lecce © Foto credits da Comunicato Stampa

Carabinieri del Comando Provinciale di Lecce © Foto credits da Comunicato Stampa

La violazione ha spinto il G.I.P. a disporre l'immediato aggravamento della misura cautelare, con la revoca dei domiciliari e il ripristino della custodia in carcere. Nel pomeriggio di ieri, i militari hanno eseguito il provvedimento trasferendo il 61enne nella casa circondariale di Lecce.

L'inchiesta ha permesso di ricostruire l'agguato dell'11 aprile, in cui perse la vita S. T., colpito da un unico proiettile appena sceso dall'auto. Secondo l'impostazione accusatoria, il vero obiettivo del killer era il conducente della vettura, un uomo di 56 anni rimasto illeso nonostante altri due colpi esplosi contro il mezzo. Le indagini hanno collegato il fatto di sangue alla caratura criminale di G. C. (già condannato nel "Secondo Maxi Processo" alla mafia salentina) e a una serie di minacce subite da un infermiere di 53 anni per questioni legate a una locazione.

Carabinieri del Comando Provinciale di Lecce © Foto credits da Comunicato Stampa

Carabinieri del Comando Provinciale di Lecce © Foto credits da Comunicato Stampa

Quanto sopra, si comunica, nel rispetto dell’ indagato da ritenersi  presunto  innocente, in considerazione dell'attuale fase del procedimento, ovvero quella delle indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile e al fine di salvaguardare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.

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