Utilizziamo i cookie per abilitare e migliorare le funzionalita' del sito web, servire contenuti per voi piu' pertinenti, ed integrare i social media. E' possibile rivedere la nostra privacy policy cliccando qui e la nostra cookie policy cliccando qui. Se chiudi questo avviso, acconsenti all'utilizzo dei cookie. Per modificare le impostazioni dei cookies clicca qui

Campi Flegrei, la scossa di magnitudo 4.7 riaccende l'allerta: "Qui il rischio è anche geologico"

L'Ordine dei Geologi della Campania richiama l'attenzione sulla vulnerabilità dell'area flegrea. Il confronto con i terremoti dell'Aquila e di Amatrice evidenzia come, oltre alla magnitudo, sia determinante la risposta del territorio.

printDi :: 01 agosto 2026 11:53
Campi Flegrei, il terremoto riaccende l'allerta sul rischio geologico

Campi Flegrei, il terremoto riaccende l'allerta sul rischio geologico

(AGR) NAPOLI – La scossa di magnitudo 4.7 registrata ai Campi Flegrei, la più intensa dall'inizio della crisi bradisismica degli anni Ottanta, riporta al centro del dibattito la sicurezza di uno dei territori più delicati d'Europa. Le prime verifiche hanno evidenziato danni ad alcuni edifici, feriti e soprattutto crolli di costoni tufacei che hanno interessato abitazioni, infrastrutture e viabilità.

Per il presidente dell'Ordine dei Geologi della Campania, Lorenzo Benedetto, questi episodi confermano che la mitigazione del rischio non può limitarsi alla sola vulnerabilità degli edifici, ma deve considerare anche la risposta geologica e geomorfologica del territorio.

 
Il confronto con L'Aquila e Amatrice

Il recente terremoto richiama inevitabilmente alla memoria i grandi eventi sismici che hanno segnato l'Italia negli ultimi decenni.

Il 6 aprile 2009, il terremoto dell'Aquila, di magnitudo 6.3, provocò 309 vittime, migliaia di feriti e la distruzione di gran parte del centro storico. Sette anni dopo, il 24 agosto 2016, una scossa di magnitudo 6.0 devastò Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto, causando quasi 300 vittime e ingenti danni al patrimonio edilizio del Centro Italia.

Pur trattandosi di terremoti molto più energetici rispetto alla scossa registrata nei Campi Flegrei, il confronto evidenzia una differenza fondamentale: la magnitudo da sola non basta a definire il livello di rischio.

Ai Campi Flegrei il territorio amplifica gli effetti

L'area flegrea presenta caratteristiche uniche, legate alla presenza della vasta caldera vulcanica, al fenomeno del bradisismo, alla continua sismicità e alla diffusione di estesi costoni tufacei.

«In un territorio complesso come quello dei Campi Flegrei – ha dichiarato Lorenzo Benedetto – gli effetti di un terremoto sono fortemente influenzati anche dalle caratteristiche geologiche e geomorfologiche del territorio. Accanto agli interventi sugli edifici è indispensabile considerare la pericolosità geologica, con particolare riferimento ai fenomeni di amplificazione sismica locale e ai processi di instabilità dei versanti».

Lorenzo Benedetto, Presidente dell'Ordine dei Geologi della Campania

Lorenzo Benedetto, Presidente dell'Ordine dei Geologi della Campania

Secondo il presidente dell'Ordine dei Geologi della Campania, proprio i crolli verificatisi dopo la scossa dimostrano come il terreno possa reagire agli eventi sismici in maniera altrettanto pericolosa rispetto agli edifici.

Costoni tufacei e bradisismo: una criticità da monitorare

I geologi ricordano che l'azione combinata del bradisismo, della sismicità ricorrente e dei naturali processi di alterazione delle rocce può compromettere progressivamente la stabilità dei costoni tufacei, aumentando il rischio di frane e distacchi anche in occasione di terremoti di moderata intensità.

Per questo motivo viene ritenuto indispensabile rafforzare il monitoraggio delle pareti rocciose, aggiornare gli studi di microzonazione sismica e integrare le valutazioni geologiche nella pianificazione della Protezione Civile.

La prevenzione deve essere integrata

L'Ordine dei Geologi della Campania rinnova la propria disponibilità a collaborare con il Dipartimento della Protezione Civile, la Regione Campania e i Comuni dell'area flegrea affinché le future strategie di prevenzione siano sempre più basate sulla conoscenza del territorio.

L'obiettivo è sviluppare una visione integrata della sicurezza, nella quale il rischio sismico, quello geologico e quello geomorfologico vengano affrontati congiuntamente.

Come sottolinea Lorenzo Benedetto, «la sicurezza delle comunità passa inevitabilmente attraverso una visione integrata del rischio. Gli eventi di questi giorni dimostrano che il territorio non risponde al terremoto soltanto attraverso il comportamento degli edifici, ma anche attraverso quello del suolo e dei versanti sui quali essi insistono».

È questa, secondo i geologi, la principale lezione che la crisi bradisismica dei Campi Flegrei continua a offrire: la prevenzione non può essere settoriale, ma deve trasformare la conoscenza del territorio nel primo e più efficace strumento di protezione dei cittadini.

Approfondimento AGRTV

Il confronto con i terremoti dell'Aquila e di Amatrice non significa che i Campi Flegrei siano destinati a subire eventi con le stesse caratteristiche. Le tre aree presentano infatti origini geologiche differenti. Nei Campi Flegrei la criticità deriva dalla contemporanea presenza di sismicità, bradisismo, vulcanismo e instabilità dei versanti, fattori che richiedono strumenti di monitoraggio e prevenzione specifici. Per questo gli esperti invitano a evitare confronti semplicistici basati esclusivamente sulla magnitudo e a concentrarsi invece sulla conoscenza delle caratteristiche del territorio e sulla preparazione delle comunità.

Partecipa anche tu affinche' l'informazione vera e trasparente sia un bene per tutti

 
 
x

ATTENZIONE