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Roma, "Ebraica-Festival Internazionale della Cultura" dal 14 al 17 giugno al Quartiere Ebraico

Il Festival, giunto alla XIX edizione, anima il Quartiere Ebraico di Roma con incontri, talk, spettacoli, reading e presentazioni di libri. L’edizione 2026 di EBRAICA mette al centro della sua riflessione la speranza,nella versione ebraica: una tensione interiore che spinge l'uomo oltre il presente

printDi :: 09 giugno 2026 15:08
Ebraica 2026

Ebraica 2026

(AGR) Si rinnova anche quest’anno l’appuntamento con EBRAICA - Festival Internazionale di Cultura, promosso dalla Comunità Ebraica di Roma e curato da Ariela Piattelli, Raffaella Spizzichino e Marco Panella.Da domenica 14 a mercoledì 17 giugno 2026, il Festival, giunto alla sua diciannovesima edizione, anima il Quartiere Ebraico di Roma con incontri, talk, spettacoli, reading e presentazioni di libri.Nell’affrontare i grandi temi contemporanei, l’edizione 2026 di EBRAICA mette al centro della sua riflessione la speranza. Come spiegano i curatori del festival, Nella visione ebraica, la speranza non indica soltanto un sentimento o un desiderio rivolto al futuro, ma una tensione interiore che spinge l’uomo a guardare oltre il presente. La parola ebraica תִּקְוָה – Tikvà, comunemente tradotta come “speranza”, occupa un posto centrale nella visione ebraica della vita e della storia.  La radice קוה significa infatti sia “sperare” sia “tendere una corda”, un’ambivalenza da cui origina l’immagine suggestiva della speranza, vista come filo teso tra ciò che è e ciò che deve ancora compiersi. 

EBRAICA è realizzato con il contributo di Roma Capitale - Assessorato alla Cultura - Dipartimento Attività Culturali, Camera di Commercio di Roma, la partnership di Enel, in collaborazione con Fondazione Museo della Shoah, Libreria Ebraica e Centro di Cultura Ebraica, si avvale del patrocinio di UCEI - Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e della Media Partnership della RAI. Il festival è una produzione Artix e Golda International Events.

 
La partecipazione al Festival è libera sino ad esaurimento posti con prenotazione obbligatoria su Eventbrite al link: https://tinyurl.com/Ebraica-Festival-2026

Si parte domenica 14 giugno alle ore 19.00 a Palazzo della Cultura con Difendiamo le parole una conversazione tra lo scrittore Erri De Luca e Maurizio Molinari che parte della necessità di proteggere il linguaggio da veleni, aggressività e fake news che generano intolleranza, con l’idea che rispettare le parole significhi rispettare chi le pronuncia.

Alle ore 20.00 è in programma l’inaugurazione della mostra Exodus. Le navi della speranza, a cura di Marco Panella. L’esposizione propone un percorso fotografico che, attraverso circa venti immagini, racconta l’epopea dell’ Aliyah Bet e il viaggio dei sopravvissuti alla Shoah verso la Palestina tra il 1945 e il 1948. Stipate all’inverosimile, circa 60 navi trasportarono oltre 70.000 ebrei sotto Mandato britannico, in una straordinaria vicenda di speranza e rinascita. La mostra è un omaggio alla memoria di donne, uomini e bambini che affrontarono il mare della speranza alla ricerca di una nuova vita.

A seguire, Disegnare il futuro. Cultura, innovazione, speranza. Il caso Roma un dibattito che vede protagonisti il Sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri, con Maurizio Molinari ed Enrico Vanzina, moderato da Marco Panella. L’incontro riflette sul ruolo della cultura, dell’innovazione e della progettualità nella costruzione del futuro. A partire dall’esperienza della città di Roma, si analizza il rapporto tra identità storica e trasformazione contemporanea, tra sfide e opportunità del presente, offrendo lo spunto per una riflessione su come cultura e responsabilità pubblica possano diventare strumenti di crescita civile e sociale, con la speranza come motore di sviluppo e coesione

Chiude il primo giorno di Ebraica il talk Il sentiero della speranza, con la partecipazione della studiosa Yarona Pinhas e dello psicoterapeuta Raffaele Morelli. Un approfondimento sul significato della speranza nell’ebraismo, intesa non come semplice ottimismo ma come forza spirituale capace di unire passato e futuro, individuo e collettività. Il confronto si estende anche al tema del disagio psicologico, interpretato non solo come ferita del passato ma anche come segnale di trasformazione interiore e ricerca di senso.

Lunedì 15 giugno il festival si apre, alle ore 19.00, con il reading Due vite, una memoria, di e con Dina Hassan, che racconta la storia di una bambina di Tripoli costretta a lasciare la Libia nel 1967 insieme alla sua famiglia. Attraverso il suo percorso di esilio e ricostruzione identitaria, il racconto intreccia memoria personale e storia collettiva dell’esodo ebraico nordafricano.

Alle ore 21.00 si svolge l’incontro dedicato a Leggere Lolita a Teheran, celebre romanzo di Azar Nafisi, con la partecipazione del regista dell’omonimo film Eran Riklis, insieme ad Ariela Piattelli e alla giornalista Francesca Nocerino. Il dialogo affronta il rapporto tra letteratura, libertà e resistenza culturale nelle società segnate dalla repressione, e si conclude alle ore 21.30 con la proiezione del film.

Martedì 16 giugno la giornata si apre alle ore 19.00 con la presentazione del libro di Ghila Piattelli, Ovunque sia casa, edito da Giuntina. Intervengono insieme all’autrice, la giornalista Lara Crinò, l’attore e regista teatrale Luca Barbareschi e Clelia Piperno. L’incontro propone un dialogo sul significato della casa, dell’appartenenza e delle identità in movimento, attraverso una narrazione che intreccia memoria personale e storia collettiva, restituendo una riflessione intensa e profondamente umana sui confini tra verità e menzogna, condanna e perdono, e sulla possibilità di ritrovare il proprio posto nel mondo.

Alle ore 20.30 il programma prosegue con il reading Angelo e Osman, un poliziotto e un carabiniere, giusti tra le nazioni, di Elisabetta Fiorito, interpretato da Claudio Botosso e Sebastiano Somma, che racconta storie di coraggio civile e umanità durante la persecuzione nazifascista.

La serata si chiude alle ore 21.30 con lo spettacolo Giobbe di e con Roberto Anglisani, ispirato al romanzo di Joseph Roth, che narra la vicenda di Mendel Singer e della sua famiglia tra la Russia e l’America, attraversando guerre, migrazioni, fede e sofferenza. Con intensità e grande forza espressiva, lo spettacolo dà voce alle speranze, ai dolori e alle domande dei protagonisti, trasformando una storia di dolore e redenzione in un racconto profondamente umano, tragico e al tempo stesso luminoso.

La giornata conclusiva di mercoledì 17 giugno si apre alle ore 19.00 con il talk La speranza al tempo dell’intelligenza artificiale, con la partecipazione dello psicoterapeuta Ruggero Raccah, Marco Panella, Clelia Piperno e Rav. Ariel Di Porto. L’incontro propone una riflessione sulle trasformazioni introdotte dall’intelligenza artificiale e sul ruolo dell’umano nell’era digitale, tra nuove opportunità e interrogativi etici e sociali. In questo contesto, la speranza diventa una chiave di lettura per interrogarsi su come tecnologia e responsabilità possano convivere, mantenendo al centro la dignità e la complessità della persona.

Alle ore 20.00 viene presentato il libro di Serena Di Nepi, Il ghetto di Roma. Storia di una comunità ebraica, Carocci editore con la partecipazione, insieme all’autrice, dello scrittore Fabrizio Rondolino e Claudio Procaccia, Direttore del Dipartimento per i Beni e le Attività Culturali della Comunità Ebraica di Roma. Un approfondimento storico e culturale dedicato alla memoria del Ghetto di Roma, di cui il volume ripercorre le vicende dal 1555 al 1870. Attraverso l’analisi dei principali eventi, delle figure più significative e delle testimonianze che hanno segnato quei secoli, prende forma il racconto della vita della comunità ebraica romana, costretta a confrontarsi con restrizioni e discriminazioni, ma capace di esprimere straordinarie forme di resilienza e di mantenere saldo il proprio patrimonio spirituale e culturale.

Conclude la diciannovesima edizione di EBRAICA lo spettacolo C’era una volta il Ghetto, alle ore 21.00, con il musicista Alberto Laurenti e Sandro Di Castro, un viaggio tra musica, poesia e memoria nella Roma ebraica, in cui le celebri canzoni romanesche interpretate da Laurenti si intrecciano ai sonetti di Di Castro, dedicati alla vita del Ghetto e alle sue atmosfere. Un percorso emozionante tra tradizioni, ironia e identità, alla riscoperta dell’anima più autentica e popolare della città.

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