AGR Agenzia di Stampa
Di Emanuela Sirchia :: 06 agosto 2026 13:48
Via Poma, a 36 anni di distanza qual è la verità?

(AGR) La tenacia, la volontà di arrivare finalmente alla verità porteranno alla conclusione del giallo di via Poma? È l’auspicio di chi, come noi, ha seguito la vicenda sin dall’inizio, assistendo anche alle tre fasi processuali e quindi fino alla decisione dei giudici della Cassazione che il 26 febbraio 2014 assolsero definitivamente Raniero Busco, ingiustamente accusato di essere l’assassino di Simonetta Cesaroni. Da quel momento il rischio di una archiviazione dell’inchiesta è stato più che reale. Un rischio scongiurato nel dicembre di 10 anni dopo.
Grazie al Gip Giulia Arcieri nuovo impulso all'inchiesta
Nel mirino degli inquirenti ancora i reperti trovati sul luogo del delitto
Si tratterebbe di profili genetici estratti o confrontati con vecchi reperti recuperati sulla scena del crimine (come capelli o peli). Un’analisi effettuata in incidente probatorio dal Ris di Roma lo scorso 4 giugno, che però ha dato esito negativo. Nemmeno il tempo di acquisire le notizie che, come purtroppo accade spesso, arrivano le smentite riguardo ad una svolta immediata delle indagini. Ecco, non vorremmo trovarci dinanzi alla solita corsa a chi dà la presunta esclusiva. A chi annuncia di essere proprio lì a due passi dal dipanare l’intricata matassa del delitto di via Poma. Un delitto che com’è noto ha visto partire le indagini in malo modo. Una scena del crimine inquinata e mal gestita.
Dalle prime indagini mal gestite alla speranza della famiglia di Simonetta
Piste battute forse per depistare le indagini; presunti servizi segreti coinvolti e chi ne ha più ne metta. A cominciare, pochi giorni dopo l’assassinio, dall’arresto del portiere dello stabile, quel Pietrino Vanacore che tre giorni prima di andare in aula a testimoniare, si tolse la vita in mare ed in pochi centimetri d’acqua, pur potendo avvalersi della facoltà di non rispondere. Ed è certo che Vanacore molti segreti se li è portati nella tomba. “È un momento delicato”, dichiara oggi Paola Cesaroni, sorella di Simonetta che parla di “forte speranza” per quanto riguarda le nuove indagini ripartite da zero o quasi e quindi dall’analisi di reggiseno e corpetto unici indumenti trovati sul cadavere nudo della ventenne massacra con 29 colpi di un coltello o similare peraltro mai trovato. Non resta che attendere gli sviluppi della nuova indagine. Non alle indiscrezioni ma alle conclusioni dell’indagine portata avanti dalla Procura di Roma e dai Carabinieri. Per amore della verità.
AGRWEB Quotidiano Multimediale
© 1998 - 2026 AGRweb.it