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Di :: 07 luglio 2026 14:23

Una "Donna in blu che legge una lettera" di Joannes Vermeer, un dipinto visibile fino all'11 ottobre a Palazzo Barberini

(AGR) Di Emanuela Sirchia

Una stanza tutta dedicata a lei. Per la “Donna in blu che legge una lettera”.Così come il pittore l’ha raffigurata, nell’intimità, lontana da occhi indiscreti mentre chissà quali parole, quali notizie, quali sensazioni fa sue.Il dipinto di Joannes Vermeer è eccezionale ospite da domani e fino all’11 ottobre della Galleria Nazionale di Arte Antica-Palazzo Barberini.

 
Si tratta di un prestito straordinario del Rijksmuseum dí Amsterdam, una occasione unica per ammirare il dipinto che ancora una volta vede protagonista il blu lapislazzuli tanto caro al pittore olandese (come non ricordare La ragazza dall’orecchino di perle).

Il dipinto (46X39 cm) racchiude tanti particolari quali ad esempio la mappa alle spalle della giovane che ha un preciso significato. Evoca infatti i commerci e i viaggi che resero la repubblica olandese una delle grandi potenze del Seicento. Un paio di sedie, un tavolo… ma l’attrazione verso la donna è inevitabile, con quei capelli raccolti, l’espressione del volto che lascia trasparire sorpresa, stupore, dolcezza. Cosa c’è scritto? Parole d’amore? L’arrivo di un caro? Nulla è da sapere, solo da ammirare per aver catturato questo momento.

Vermeer nella sua breve esistenza (solo 43 anni) ha dipinto forse una quarantina di quadri, dí certo circa 35. E nella maggior parte sono raffigurate figure femminili tutte ritratte al chiuso, spesso dietro le finestre che danno sui canali e da dove passa la luce che illumina le sue opere. L’eccezionale esposizione si deve ancora una volta all’opera del direttore del museo, Thomas Clement Salomon che nel corso della presentazione alla stampa ha annunciato la prossima rassegna, quella del 2027 dedicata a Velasquez.

Per tornare a “Donna in blu che legge una lettera”, l’idea espositiva si deve, oltre che al direttore Salomon anche a Paola Nicita.Il breve percorso espositivo si articola tra la Sala Ovale e la Sala Paesaggi con il supporto di contenuti digitali.

Il dipinto inoltre è stato oggetto di un accurato restauro condotto nel 2010 dal Rijksmuseum che ha restituito al dipinto la sua originale luminosità.

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