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Di E. G.: Redazione AGR Roma :: 13 marzo 2026 19:53
Roma – Nauticlub Castelfusano, scontro sulle denunce: dall’appello dell’Antimafia “denunciate” alle accuse di “fare mafioso”

(AGR) Da una parte le istituzioni che invitano cittadini e operatori a denunciare senza paura eventuali irregolarità. Dall’altra parole pronunciate in assemblea che definiscono gli esposti “un fare mafioso”.
È il contrasto che emerge nella vicenda del Nauticlub Castelfusano, storico circolo velico del litorale romano oggi al centro di un intricato caso amministrativo e giudiziario.
Parole che arrivano mentre le istituzioni ribadiscono da mesi un messaggio opposto: segnalare eventuali irregolarità è uno strumento fondamentale per garantire legalità e trasparenza nella gestione delle spiagge di Ostia.
Nel corso dell’assemblea, convocata mentre incombe l’ordine di sgombero dell’area demaniale entro il 31 marzo, Battaglia ha criticato apertamente chi ha presentato esposti alle autorità.
Secondo quanto riferito durante l’incontro, l’attivista avrebbe definito tali iniziative “mafiose”, “vili” e “codarde”, sostenendo che gli esposti non rappresenterebbero uno strumento democratico di confronto.
Nel suo intervento avrebbe inoltre suggerito ai soci di valutare una controquerela nei confronti di chi ha depositato le segnalazioni che hanno portato alle verifiche investigative.
Durante l’assemblea Battaglia ha anche contestato le modalità con cui alcuni membri dell’associazione sarebbero stati contattati dagli investigatori.
Secondo quanto dichiarato, alcune convocazioni della Guardia di Finanza sarebbero avvenute telefonicamente e non tramite comunicazioni formali come PEC o raccomandata.
Da qui l’accusa che tali contatti possano configurare forme di intimidazione.
Le dichiarazioni arrivano mentre l’indagine coordinata dalla Procura di Roma è ancora nella fase preliminare.
Nel suo intervento l’attivista ha inoltre raccontato di aver avuto diversi incontri con l’assessore capitolino al patrimonio Tobia Zevi.
Secondo quanto riferito ai soci, questi contatti avrebbero portato al riconoscimento, nel futuro piano di utilizzo dell’arenile, della destinazione dell’area a spazio per associazioni sportive.
Battaglia ha inoltre sostenuto che potrebbe essere bandita in tempi rapidi una nuova gara con requisiti capaci di valorizzare il ruolo sociale e sportivo del Nauticlub.
Le dichiarazioni pronunciate durante l’assemblea si inseriscono però in un quadro istituzionale molto diverso.
Il 21 ottobre 2025 la Commissione parlamentare Antimafia si è riunita proprio a Ostia per analizzare la situazione del litorale romano.
Alla seduta hanno partecipato la presidente Chiara Colosimo, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il procuratore aggiunto Ilaria Calò, il prefetto Lamberto Giannini e i vertici provinciali delle forze di polizia.
In quell’occasione la presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Colosimo aveva rivolto un invito esplicito alla popolazione: “Il messaggio forte e chiaro che vogliamo lanciare è uno solo: denunciate. Non possono esserci reticenze. Affidatevi allo Stato”.
Nel corso della stessa audizione il sindaco Roberto Gualtieri aveva sottolineato la necessità di rafforzare il controllo pubblico sul litorale.
Secondo il primo cittadino, l’amministrazione deve contribuire alla diffusione di una cultura della legalità sulle spiagge, collaborando con magistratura e forze dell’ordine per garantire trasparenza nella gestione delle concessioni balneari.
Proprio per questo Roma Capitale ha deciso di riportare sotto la propria diretta responsabilità alcune deleghe sulla gestione del mare e delle concessioni.
Il 14 dicembre 2025 la Procura di Roma ha annunciato l’apertura di indagini legate proprio alle procedure di assegnazione delle concessioni demaniali marittime del litorale.
Gli accertamenti, coordinati dai procuratori aggiunti Giuseppe De Falco e Antonino Di Maio, riguardano ipotesi di reati contro la pubblica amministrazione, tra cui la turbativa d’asta, oltre a verifiche su possibili abusi edilizi.
Secondo la Procura, le indagini sono state avviate anche a seguito di esposti e segnalazioni presentati alle autorità competenti.
Nel frattempo, sul litorale di Ostia proseguono controlli e sequestri disposti dall’autorità giudiziaria.
Il 12 marzo la Guardia di Finanza, su disposizione della Procura di Roma, ha posto sotto sequestro circa 200 cabine in uno stabilimento balneare del lungomare Amerigo Vespucci per presunte difformità rispetto ai progetti autorizzati.
Secondo l’ipotesi investigativa, alcune strutture sarebbero state realizzate o mantenute sull’arenile in assenza dei necessari titoli demaniali o edilizi. Il concessionario ha dichiarato di aver operato nel rispetto delle autorizzazioni e di essere pronto a dimostrarlo con la documentazione.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e per tutti gli indagati vale il principio di presunzione di non colpevolezza.
Il Nauticlub Castelfusano, affiliato alla Federazione Italiana Vela e attivo dal 1985 con circa 800 soci, si trova oggi al centro di questa complessa fase di riordino delle concessioni sul litorale romano.
Dopo la gara pubblicata nel febbraio 2025 da Roma Capitale e la successiva assegnazione provvisoria del lotto a una società privata, l’associazione ha ricevuto una comunicazione di sgombero dell’area demaniale entro il 31 marzo 2026.
Nel frattempo la società che aveva ottenuto l’assegnazione del lotto avrebbe rinunciato alla concessione, riaprendo interrogativi sul futuro dell’area.
Tra dichiarazioni pubbliche, indagini giudiziarie e appelli istituzionali alla legalità, il caso del Nauticlub Castelfusano rappresenta oggi uno dei dossier più delicati legati alla gestione delle concessioni balneari sul litorale romano.
E proprio nel contrasto tra l’invito delle istituzioni a denunciare eventuali irregolarità e le accuse rivolte contro chi presenta esposti si riflette il clima di forte tensione che continua a caratterizzare le spiagge di Ostia.
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