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Di :: 26 settembre 2026 07:08

Roma, minacce e tentativi di violenza sessuale alla titolare del Centro Massaggi, in manette 36enne

(AGR) Nell’arco di venti giorni, avrebbe tentato per due volte di costringere a prestazioni sessuali la titolare di un centro massaggi. L’uomo, un trentaseienne di origini afgane, è stato arrestato dalla Polizia di Stato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa al termine di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma. È ora gravemente indiziato dei reati di violenza sessuale aggravata e rapina.

Ad incastrarlo, oltre alla descrizione fornita dalla vittima, è stata la traccia del telefono cellulare che l’uomo aveva inconsapevolmente lasciato all’interno del locale mentre si guadagnava la fuga dopo il secondo episodio.
Il primo evento risale al 30 luglio scorso.

 
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori del Commissariato di P.S. Prati, in quella circostanza, l’uomo, dopo aver prenotato telefonicamente un massaggio presso il centro, si sarebbe presentato nella struttura e, una volta all’interno, avrebbe costretto la vittima, sotto la minaccia di un taglierino, a rimanere chiusa in una stanza per ottenere una prestazione sessuale. Durante l’aggressione, avrebbe inoltre avanzato una richiesta di denaro, accompagnando le minacce e le violenze fisiche alla pretesa di una somma in contanti. Quindi, alla luce del rifiuto oppostogli dalla donna, si sarebbe allontanato dopo averle sottratto il cellulare.

A distanza di venti giorni, la scena si sarebbe riproposta ricalcando un copione analogo. Dopo aver prenotato telefonicamente un ulteriore appuntamento, l’uomo sarebbe stato riconosciuto dalla vittima solo una volta entrato nella stanza utilizzata per i massaggi.

A quel punto, dopo averla afferrata per i capelli, l’avrebbe costretta a spogliarsi.
Questa volta, però, la donna, fingendo di assecondare le sue pretese, sarebbe riuscita a sottrarsi all’aggressione ed a raggiungere la strada per chiedere aiuto, riuscendo a metterlo in fuga. In quegli attimi concitati, il trentaseienne avrebbe perso il cellulare all’interno della struttura.

È stata quella traccia, unita alle dichiarazioni rese dalla vittima in sede di denuncia e corroborate dai riscontri raccolti dagli investigatori, a consentire di raccogliere a carico dell’uomo un quadro indiziario poi confluito nell’ordinanza firmata dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Roma.

Già noto alle Forze dell’ordine per reati analoghi, l’uomo è quindi finito in manette per i reati di violenza sessuale aggravata e rapina e, in relazione al secondo episodio, per tentata violenza sessuale aggravata.
Per completezza si precisa che le evidenze informative ed investigative sopra descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, per l’indagato vige il principio di presunzione di innocenza fino ad un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.Quanto sopra, si comunica, nel rispetto dell’ indagato da ritenersi  presunto  innocente, in considerazione dell'attuale fase del procedimento, ovvero quella delle indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile e al fine di salvaguardare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.

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