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Di :: 20 aprile 2026 15:22

Roma, il 23 aprile debutta al teatro Argentina il violinista Randall Goosby, astro nascente del concertismo internazionale

(AGR) Debutta a Roma giovedì 23 aprile (ore 21) al Teatro Argentina, ospite dell’Accademia Filarmonica Romana, nell’unica data italiana della sua tournée internazionale in questa stagione, Randall Goosby, nuova stella del concertismo internazionale. Il ventinovenne violinista americano, allievo di Itzhak Perlman e un contratto in esclusiva per Decca Classics dal 2020, è apprezzato per sensibilità e intensità delle sue interpretazioni, con una attenzione per compositori poco noti, soprattutto musicisti afroamericani, alla scoperta delle origini della propria cultura. Attento al valore sociale e inclusivo della musica, ha promosso progetti di organizzazioni no-profit che lo hanno portato nelle scuole, negli ospedali e in strutture non consuete all’ascolto della musica. “Per me la musica è sempre stata un modo per ispirare gli altri. Fa parte della mia ricerca personale”, così si racconta il giovane talento, allievo oltre che di Perlman, di Catherine Cho, con cui ha studiato e si è perfezionato alla Juilliard School di New York.

Fin da giovanissimo, inanella una serie di debutti prestigiosi, dal primo assoluto a soli 9 anni con la Jacksonville Symphony, fino ai più recenti con la Chicago Symphony/Sir Mark Elder, Montreal Symphony Orchestra/Dalia Stasevska, Netherlands Radio Philharmonic/Michele Mariotti, London Philharmonic Orchestra/Edward Gardner. Appassionato camerista, ha trascorso giovanissimo le sue estati studiando al Perlman Music Program, alla Verbier Festival Academy e alla Mozarteum Summer Academy.

 
Per il suo debutto romano, Goosby si affianca a Zhu Wang, pianista con cui ha avviato da anni una proficua collaborazione artistica (con lui il primo album per la Decca, Roots, che celebra la musica afroamericana, dagli spirituals alla musica contemporanea, includendo prime registrazioni e nuove commissioni), e impugna il prezioso Stradivari di Antonio Cremona, “ex-Strauss” del 1708, per un programma che riflette la sua vocazione artistica. Fra brani del repertorio più conosciuto – i Quattro pezzi romantici op. 75 di Dvořák, due Sonate per violino e pianoforte di Beethoven e Debussy –, inserisce la Romance op. 23 di Amy Beach passata alla storia fra il XIX e il XX secolo per essere stata la prima donna americana cui viene pubblicata una Sinfonia, la compositrice più celebre dell’epoca, e Southland sketches di Harry T. Burleigh (1866-1949), primo compositore nero che contribuì allo sviluppo della musica tipicamente americana come gli spirituals, inserendola nel repertorio più classico.

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