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Di :: 01 agosto 2026 19:31

Roma, dalla droga nascosta nel frigo a furti e borseggi, 7 arresti

(AGR) Fermate della metropolitana trasformate in punti di contatto per lo spaccio, sopralluoghi silenziosi tra gli scaffali prima di entrare in azione e borseggi messi a segno approfittando della distrazione delle vittime: sono i copioni ricostruiti dalla Polizia di Stato nel corso degli ultimi controlli nell’underground capitolino ed i suoi dintorni, dove gli agenti del nucleo PolMetro hanno arrestato sette persone, ora gravemente indiziate, a diverso titolo tra loro, dei reati di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, furto e rapina impropria.

Il primo intervento è scattato nei pressi della fermata metropolitana “Alessandrino”, dove i poliziotti hanno notato due giovani scambiarsi un saluto fugace, per poi separarsi solo per il tempo necessario a perfezionare uno scambio.
Raggiunto l’ingresso di un edificio poco distante, il primo vi ha fatto accesso per poi uscirne pochi istanti dopo con un involucro consegnato rapidamente al presunto acquirente.

 
Il controllo immediato ha consentito di rinvenire, occultato negli slip del cliente, un panetto di hashish del peso di circa 100 grammi, motivo per cui è stato denunciato e segnalato alla Prefettura. Il pusher, invece, è stato trovato in possesso di 800 euro in contanti, suddivisi in banconote di diverso taglio, e di uno smartphone verosimilmente utilizzato per la gestione delle consegne. In casa, tra la cucina ed il frigorifero, nascondeva una dispensa di circa 300 grammi di hashish, materiale per il taglio e la pesatura della sostanza ed appunti di rendicontazione dell’attività. Per il giovane sono scattate le manette per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Sul fronte dei reati predatori, gli agenti hanno interrotto due distinti episodi accomunati da un identico schema operativo. In entrambi i casi, i protagonisti, tutti di nazionalità peruviana, effettuavano rapidi ingressi ed uscite dagli esercizi commerciali senza effettuare acquisti, osservando con attenzione la disposizione della merce ed i movimenti del personale, mantenendo un costante contatto visivo tra loro.

Il primo è stato bloccato in via del Tritone subito dopo essersi impossessato dello zaino di una ragazza seduta ad un tavolo, schermando i propri movimenti con un bagaglio. Bloccato prima di allontanarsi, è stato trovato in possesso anche di ulteriore merce, sottratta poco prima da un altro negozio della zona.
Analoga è la dinamica ricostruita in via Nazionale, dove due complici sono stati osservati mentre, all’interno di un negozio di abbigliamento, si passavano ripetutamente una borsa schermata nella quale occultavano diversi capi di abbigliamento. Fermati prima di lasciare il punto vendita, sono stati trovati in possesso di merce per un valore complessivo di circa 300 euro.

Aveva invece trasformato un camerino in una base per occultare la refurtiva una cinquantaduenne ucraina arrestata per rapina impropria in un centro commerciale in zona San Giovanni. Dopo aver nascosto nella borsa capi di abbigliamento e cosmetici privati dei dispositivi antitaccheggio per un valore di 445 euro, ha reagito con violenza contro l’addetto alla sicurezza nel tentativo di guadagnarsi la fuga.

All’interno della borsa, gli agenti hanno rinvenuto anche utensili professionali da odontoiatra, ritenuti verosimilmente utilizzati per rimuovere le placche antitaccheggio.
L’ultimo intervento è maturato sulla banchina della stazione Termini, dove due giovani donne sono state sorprese subito dopo aver sottratto il portafoglio ad un turista scozzese con la tecnica dell’“accerchiamento”. Accortosi del furto, l’uomo, insieme alla moglie, è riuscito a trattenere le due fino all’arrivo dei poliziotti, che hanno recuperato e restituito loro la refurtiva, procedendo all’arresto delle due complici per furto aggravato.

Tutti gli arresti sono stati convalidati dall’Autorità Giudiziaria.

Per completezza si precisa che le evidenze investigative sopra descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, per gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino ad un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.Quanto sopra, si comunica, nel rispetto degli indagati che sono da ritenere presunti innocenti, in considerazione dell'attuale fase del procedimento, ovvero quella delle indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile e al fine di salvaguardare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.

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