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Di :: 29 maggio 2026 15:28

Roma, blitz dei Carabinieri, 9 persone arrestate per traffico di droga, sfruttamento della prostituzione e detenzione di armi

(AGR) Maxi operazione dei Carabinieri all’alba nella Capitale contro un’organizzazione criminale dedita al traffico internazionale di droga, alle estorsioni, alla detenzione illegale di armi e allo sfruttamento della prostituzione. Su disposizione del G.I.P. del Tribunale di Roma, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, sette persone sono finite in carcere, gravemente indiziate a vario titolo di far parte di un sodalizio criminale radicato nella città e con collegamenti diretti con il narcotraffico internazionale.

L’indagine, coordinata dalla DDA e condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma, ha consentito di ricostruire l’attività di un gruppo guidato da due pregiudicati romani, ritenuti in grado di gestire ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti grazie a rapporti con fornitori sudamericani, cartelli albanesi attivi nel Nord Italia ed esponenti della criminalità organizzata romana e calabrese.

 
Decisive per le indagini sono state le intercettazioni telefoniche e ambientali e l’acquisizione di chat criptate, che hanno fatto emergere uno scenario di estrema violenza e spregiudicatezza. Tra gli episodi documentati figura la gestione di centinaia di chili di droga: in un caso gli investigatori hanno accertato la disponibilità di 500 chili di hashish e di importanti partite di cocaina purissima, dal valore di centinaia di migliaia di euro, in parte sequestrate in locali condominiali trasformati in depositi.

Particolarmente grave anche un episodio di spedizione punitiva. Per recuperare un debito di 20mila euro legato al traffico di droga e all’acquisto di auto, i vertici dell’organizzazione avrebbero ordinato il pestaggio di un collaboratore insolvente. L’uomo è stato aggredito brutalmente da due sicari e ha riportato gravissime lesioni al volto e la perforazione di un polmone.

Le indagini hanno inoltre fatto luce su un sistema di sfruttamento della prostituzione ai danni di una donna tossicodipendente, costretta a prostituirsi in un appartamento messo a disposizione dal gruppo criminale. La quasi totalità dei guadagni veniva trasferita ai sodali tramite ricariche Postepay, mentre uno degli indagati pretendeva una quota fissa per ogni cliente.

Preoccupante anche il capitolo relativo alle armi. Nel corso dell’operazione i Carabinieri hanno sequestrato pistole e munizioni, mentre dalle chat criptate sarebbero emersi progetti di agguati contro clan rivali e tentativi di reperire armi da guerra, tra cui fucili d’assalto M4 e fucili a pompa.

Durante le perquisizioni eseguite questa mattina sono state arrestate in flagranza altre due persone trovate in possesso di armi e droga. In una delle abitazioni i militari hanno sequestrato un Kalashnikov AK-47, una mitraglietta Skorpion, un fucile a canne mozze, una pistola, un giubbotto antiproiettile e 650 grammi di cocaina. In un altro appartamento sono stati rinvenuti cocaina, hashish e mannite. Sequestrati anche tre orologi di lusso e 15mila euro in contanti.

Contestualmente, i Carabinieri stanno eseguendo un decreto di sequestro preventivo di beni riconducibili alla famiglia di uno dei promotori dell’associazione: nel mirino auto, moto, quote societarie e carte Postepay ritenute strumento per il riciclaggio dei proventi illeciti.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e, come previsto dalla legge, gli indagati devono considerarsi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.Quanto sopra, si comunica, nel rispetto degli indagati che sono da ritenere presunti innocenti, in considerazione dell'attuale fase del procedimento, ovvero quella delle indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile e al fine di salvaguardare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.

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