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Di E. B.: Redazione AGR :: 30 luglio 2026 13:06
Pomezia, sequestrati dai Carabinieri beni per 5 milioni di euro ad imprenditore

(AGR) I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma hanno dato esecuzione al provvedimento di sequestro di beni, ai sensi della normativa antimafia, emesso dal Tribunale Ordinario di Roma - Sezione Penale specializzata in “Misure di Prevenzione”, su proposta della Procura della Repubblica - Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di un noto imprenditore locale, ritenuto socialmente pericoloso.
L'attività è scaturita all'esito di mirati accertamenti patrimoniali e finanziari svolti nell'ambito delle misure di prevenzione che hanno consentito di ricostruire il profilo e la carriera criminale del proposto, nonché di individuare il suo ingente patrimonio, da ritenersi frutto di attività illecite.
In particolare, la pericolosità sociale dell'uomo si estrinsecherebbe principalmente, anche se non esclusivamente, nell’ambito dei reati societari, preordinatamente e dolosamente attuati tramite società cosiddette “cartiere” intestate a soggetti fiduciari.
Parallelamente, l'analisi dei flussi finanziari ha evidenziato la sussistenza di una significativa sproporzione tra il valore dei beni nella disponibilità del predetto e del proprio nucleo familiare e il reddito dichiarato o l’attività economica svolta.
Con il provvedimento in esecuzione, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Roma, ha disposto il sequestro preventivo di un’imponente villa di lusso sita nel comune di Pomezia oltre ai conti correnti riconducibili al proposto e al suo nucleo familiare nonché altri beni di valore, per un valore complessivo di circa 5 milioni di euro.
Il decreto eseguito è stato adottato nell’ambito della procedura per l’applicazione di una misura di prevenzione, in attesa del contraddittorio che avrà luogo nell’ambito del relativo procedimento di prevenzione, volto alla verifica della sussistenza dei presupposti per la confisca dei beni.
Si precisa che i procedimenti penali si trovano nella fase delle indagini preliminari e che, pertanto, gli indagati devono considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva. Quanto sopra, si comunica, nel rispetto dell’ indagato da ritenersi presunto innocente, in considerazione dell'attuale fase del procedimento, ovvero quella delle indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile e al fine di salvaguardare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.
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