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Di E. B.: Redazione AGR :: 25 settembre 2026 18:28
Ostia, la sfida del “Mare di Roma”: una grande spiaggia libera tra inclusività, sport e turismo

(AGR) Con il "Parco del mare", i cui lavori dovrebbero ripartire ai primi di ottobre con la realizzazione di un ponte sul canale dei Pescatori, Ostia ha dinanzi la possibilità concreta di essere trasformata nel vero “Mare di Roma”, facendo del litorale un asset strategico per la Capitale e per il Mediterraneo. È la visione proposta dalla Federbalneari, che guarda al futuro del litorale di Levante, dal Canale dei Pescatori fino alla Riserva Presidenziale di Capocotta, con un progetto capace di intrecciare difesa della costa, turismo, inclusività, sport e grandi eventi. I Balneari prendono coraggio e tornano a far sentire la loro voce con proposte e progetti, capaci di completare il piano organico del Campidoglio.
"Il punto di partenza - ha spiegato il presidente Federbalneari Massimo Muzzarelli - è il progetto regionale che si appresta a realizzare la Regione Lazio per le opere di difesa costiera, che prevede una barriera soffolta a circa 300 metri dalla spiaggia e un intervento di ripascimento".
Secondo la proposta, infatti, la nuova realizzazione potrebbe consentire di ampliare l’arenile di circa 100 metri, creando una grande spiaggia libera lunga circa quattro chilometri, affiancata da una nuova passeggiata dal Canale dei Pescatori fino alla parte terminale del lungomare Amerigo Vespucci.
"I numeri evocano immediatamente un modello internazionale: Copacabana. Non per replicare Rio de Janeiro - si è affrettato a spiegare Muzzarelli - ma per immaginare anche a Ostia uno spazio pubblico capace di diventare un simbolo della città. Da qui l’idea di un concorso internazionale per ridisegnare il waterfront, trasformando la passeggiata in una nuova icona del “Mare di Roma” e integrandola con il progetto del Parco del Mare".
Altro punto centrale del piano riguarda la sicurezza e l’accessibilità. Il modello proposto prevede un sistema di salvamento collettivo, con torrette ogni 150 metri, collegate via radio e coordinate con la Guardia Costiera. Le strutture potrebbero diventare anche elementi architettonici caratterizzanti, sul modello delle celebri lifeguard tower di Miami.La nuova spiaggia sarebbe inoltre pensata come uno spazio completamente inclusivo: percorsi accessibili, soluzioni per ipovedenti e ipoacustici e sistemi Seatrac per consentire alle persone con disabilità motorie di entrare autonomamente in acqua. Sono previste anche aree di maggiore calma dedicate alle persone con disturbi dello spettro autistico.
"Guardiamo anche allo sport - continua Muzzarelli - ipotizzando di realizzare sulla barriera soffolta un Artificial Surf Reef destinato alla pratica del surf, disciplina che sul litorale romano ha già espresso atleti di livello internazionale. Un'infrastruttura sportiva che potrebbe diventare anche uno strumento di promozione turistica. Ed infine, la prospettiva dei grandi eventi. Il riferimento è ancora a Copacabana, dove negli ultimi anni concerti gratuiti di artisti internazionali hanno portato milioni di persone e generato importanti ricadute economiche. L'idea è capire se anche Ostia possa costruire una propria vocazione internazionale, utilizzando il mare come spazio pubblico, culturale e turistico".
La proposta della Federbalneari, in sostanza, si inserisce nella più ampia prospettiva della Gestione Integrata delle Zone Costiere e potrebbe rappresentare uno stimolo per estendere il Parco del Mare anche al tratto oggi non compreso nel progetto, prolungandolo fino alla fine del lungomare Amerigo Vespucci. L'obiettivo della proposta, in definitiva, è stato quello di aprire una discussione sul futuro del litorale: non soltanto stabilimenti e concessioni, ma una grande infrastruttura pubblica capace di mettere insieme ambiente, turismo, sport, inclusione e identità. Una "sfida ambiziosa" per fare di Ostia non semplicemente la spiaggia di Roma, ma il suo vero affaccio sul Mediterraneo.
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