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Di E. B.: Redazione AGR :: 21 luglio 2026 15:46
Milano, Associazione "Olga", consegnate le prime dieci borse di studio agli orfani di femminicidio

(AGR) Un anno fa nasceva con un obiettivo preciso: trasformare il dolore in futuro. Oggi quell'impegno diventa un risultato concreto. L'Associazione Olga – Educare Contro Ogni Forma di Violenza(https://www.olgapereducare.it/) ha assegnato le prime 10 borse di studio del Fondo nazionale per il diritto allo studio "Il Sogno di Olga", il progetto creato per sostenere giovani orfani di femminicidio. Grazie alla generosità di cittadini, aziende e sostenitori sono stati raccolti 50 mila euro, destinati a finanziare il primo programma di sostegno allo studio promosso dall'associazione di cui è presidente Giuseppe Delmonte.
Giuseppe è rimasto orfano il 26 luglio del 1997, quando sua madre Olga è stata uccisa per strada a colpi d’ascia dall’ex marito. Aveva 18 anni. Oggi ne ha 49 e dopo 25 anni di rimozione, fatica e silenzio da tempo ha deciso che non si può più tacere, trasformando il proprio vissuto in uno strumento educativo. La sua storia, già al centro dell’impegno dell’associazione nella tutela degli orfani speciali e nella prevenzione primaria, è un racconto condiviso per dare strumenti concreti, emotivi e culturali contro ogni forma di violenza e allo stesso tempo un supporto fondamentale in favore di chi, avendo perso la mamma e il papà, suicida o in carcere, è orfano due volte.
“Il senso profondo della nascita di Olga è sempre stata l’ostinata volontà di trasformare la mia tragedia personale in una possibilità per altri ragazzi e ragazze che, come me, hanno perso tutto troppo presto. Oggi quel sogno prende forma. Queste borse di studio sono una promessa, non solo un aiuto economico. Dicono a ciascuno di loro 'noi ci siamo'. Significano che la società civile non li dimentica e sceglie di accompagnarli nel costruire il proprio futuro. Chi perde una madre per femminicidio perde spesso anche serenità, stabilità economica e punti di riferimento. Restituire il diritto allo studio significa restituire opportunità, autonomia e speranza” - racconta Giuseppe Delmonte.
Nel corso degli ultimi mesi, Associazione OLGA ha portato il proprio impegno in diverse città italiane, in rete con le istituzioni e la società civile, contribuendo a far crescere l’attenzione pubblica sul tema degli orfani speciali e della violenza domestica. In questi contesti, Giuseppe Delmonte, Gabriella Scaduto e il team dell’associazione hanno ribadito l’urgenza di strumenti strutturali di riconoscimento, tutela e supporto, a partire proprio dall’istituzione di un Registro Nazionale degli orfani di femminicidio.
“In appena un anno la generosità di cittadini, aziende e sostenitori ha trasformato un'idea in una realtà concreta. Questo risultato ci emoziona perché dimostra che la solidarietà, quando diventa azione, può davvero cambiare la vita delle persone. Queste dieci borse di studio rappresentano l'inizio di un impegno che vogliamo far crescere anno dopo anno. Ogni volta che permettiamo a una ragazza o a un ragazzo di continuare a studiare stiamo restituendo un pezzo di futuro all'intera comunità e affermando che nessuno deve essere definito dalla violenza che ha distrutto la propria famiglia” - spiega Gabriella Scaduto, vicepresidente di Olga.
Le dieci borse sono state consegnate nel corso di una serata organizzata dall'Associazione Olga a Milano, un momento che ha riunito sostenitori, istituzioni, aziende e professionisti per condividere una responsabilità comune: fare in modo che nessun giovane venga definito dalla violenza che ha spezzato la propria storia familiare e che il diritto allo studio possa diventare uno strumento concreto di rinascita. Le borse di studio sono finanziate grazie alla generosità di migliaia di cittadini che hanno scelto di fare la propria parte e di affiancare concretamente questa importante battaglia di civiltà.
LE STORIE: DIECI VICENDE PERSONALI, DIECI FUTURI
C'è chi sogna di diventare medico, chi psicologo, chi insegnante, chi infermiere, chi fisioterapista o economista. Ragazzi e ragazze che hanno perso quasi tutto, ma non la determinazione di costruire una vita libera e autonoma. Queste borse di studio rappresentano molto più di un sostegno economico: sono un investimento nel talento, nel diritto allo studio e nella possibilità che nessuna storia di violenza sia l'ultima parola sul futuro di una persona. Perché ogni volta che si restituisce un'opportunità a uno di questi giovani, si restituisce un pezzo di futuro all'intera collettività.
Tra i beneficiari c'è A., diciannovenne che nel 2025 ha perso entrambi i genitori dopo che il padre ha ucciso la madre e si è tolto la vita. Oggi vive con il fratello minore e i nonni materni e desidera intraprendere un percorso di formazione che gli consenta di costruire la propria autonomia.
C'è S., che a dieci anni trovò la madre uccisa dal padre. Dopo aver affrontato un lungo percorso di elaborazione del trauma oggi frequenta con determinazione la facoltà di Medicina e Chirurgia, con il sogno di diventare medico.
G., oggi ventenne, è rimasto orfano a otto anni, studia con una media superiore al 28 e punta a conseguire due lauree, l'ultima in Fisioterapia, per dedicarsi alla cura e al benessere delle persone.
Un'altra A. ha trasformato il coraggio della madre, vittima di violenza domestica, nella forza di costruirsi un futuro diverso. Oggi frequenta Economia Aziendale e guarda con fiducia alla propria indipendenza.
Anche R., ventiduenne, ha scelto gli studi economico-manageriali come strumento di emancipazione e riscatto, dopo aver assunto fin da bambina un ruolo di riferimento per i fratelli più piccoli.
Tra i beneficiari c'è anche D.. Oggi sta terminando le scuole superiori e sogna di iscriversi a Infermieristica, scegliendo di dedicare la propria vita alla cura degli altri.
N. aveva undici anni quando perse la madre. Cresciuta dagli zii insieme alla sorella, frequenta oggi Scienze della Formazione Primaria e desidera diventare insegnante.
Tra i beneficiari ci sono anche C., S. e S., tre fratelli rimasti orfani nel 2007 e cresciuti insieme grazie allo zio che li ha adottati. Oggi studiano rispettivamente Economia e Management, Ingegneria Aerospaziale e Design, costruendo con determinazione tre diversi percorsi di vita.
J., oggi ventiseienne, è rimasta orfana di femminicidio nel 2013. Vive da sola e, per mantenersi, svolge contemporaneamente due lavori. Nonostante le difficoltà economiche, non ha mai rinunciato al desiderio di continuare a formarsi: il suo sogno è intraprendere un percorso di studi nel settore del turismo e dei beni culturali per costruirsi nuove opportunità professionali.
Infine, c'è S., iscritto a Scienze e Tecniche Psicologiche. Ha scelto di trasformare la propria esperienza in un futuro dedicato all'ascolto e al sostegno degli altri.
OLGA – Educare Contro Ogni Forma Di Violenza è un’Associazione di Promozione Sociale (Aps) nata il 15 aprile 2024, senza scopo di lucro, laica e apartitica che svolge attività sociali di prevenzione, formazione e ricerca, il cui obiettivo è la promozione e tutela dei diritti con particolare riferimento a persone di ogni genere ed età, che abbiano subito qualsiasi tipo di maltrattamento, violenza, abuso o aggressione fisica o psicologica. Giuseppe Delmonte, presidente dell’associazione, insieme ad un gruppo di professionisti l’ha istituita in ricordo della madre uccisa per mano del padre nel 1997.
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