AGR Agenzia di Stampa

Di :: 24 settembre 2026 14:49

Guidonia, sicurezza pubblica e sicurezza urbana, summit con i Comandanti delle polizie locali

(AGR) Sicurezza incentrata sul concept del mindset di crescita. È questa la sintesi della seconda edizione della conferenza che ha visto il confronto tra Forze di polizia e Polizie Locali della provincia di Roma, tenutasi nella mattina odierna presso il Teatro Imperiale di Guidonia.

Ad aprire la sessione sono stati il Sindaco di Guidonia Mauro Lombardo, il Prefetto di Roma Lamberto Giannini, il Questore di Roma Roberto Massucci, il Colonnello Adolfo Angelosanto per l’Arma dei Carabinieri, il Colonnello Daniele Corradini per la Guardia di Finanza, nonché il Comandante della Polizia Locale di Guidonia Montecelio Paolo Rossi ed il Vice Comandante della Polizia Locale di Roma Capitale Roberto Stefano.

 
Dirigenti della Questura e Comandanti dei Corpi di polizia sono entrati poi nel vivo dei lavori, affrontando il tema della sicurezza come un processo evolutivo, in cui le competenze delle diverse declinazioni del tema securitario si spogliano della rispettiva specificità trovando sintesi in un copione univoco il cui target è l’ordinario svolgimento della quotidianità civile.

Nel corso degli interventi è stato sottolineato il ruolo dell’Autorità provinciale di pubblica sicurezza quale naturale alveo di quel processo di deputato alla funzione di coordinamento operativo delle risorse che ogni giorno vengono impiegate nella variegata gamma di servizi securitari, che attingono, a diverso titolo, alle attività di controllo del territorio, alle gestione delle  manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico, al governo dei grandi eventi, così come al ripristino del diritto di proprietà in presenza di violazioni abusive.

Il mindset di crescita cui è stata orientata la sessione dei lavori della conferenza richiede la necessaria capacità di ascolto della domanda di sicurezza proveniente dalle diverse tipologie di stakeholders della società civile e degli operatori economici, con un approccio che deve altrettanto necessariamente essere idoneo ad offrire risposte, anche orientate allo studio di strategie operative innovative.

La cultura della condivisione dei brand funzionali di ogni singola Forza e Corpo di polizia rappresenta, come sottolineato, una frontiera operativa già ampiamente sperimentata e sedimentata nel territorio della Capitale e che deve rappresentare un modello da esportare anche nelle realtà più periferiche della provincia.

L’esperienza e lo studio analitico degli eventi rilevanti sotto il profilo dell’ordine e della sicurezza pubblica hanno restituito, infatti, un’incidenza significativa di appuntamenti, che, seppur per tradizione considerati minori, sono capaci di esprimere un potenziale aggregativo straordinario, anche compatibile con un pubblico pari a decine di migliaia di persone, come spesso accade in occasione di eventi territorialmente decentrati, votati, a titolo esemplificativo, alla promozione di prodotti alimentari locali.

Il modello integrato di governo della sicurezza che è stato rilanciato nel corso della conferenza richiede, quindi, una virtuosa amalgama della piramide funzionale che segna il sistema sicurezza nel suo complesso ed in cui, sotto l’egida dell’Autorità provinciale e locale di pubblica sicurezza, tutti gli enti, dalle Polizie Locali alla Protezione Civile, sono chiamati ad interpretare un ruolo protagonista.

La piattaforma tematica discussa ha coinvolto anche i temi della polizia amministrativa e della polizia anticrimine.
Nel dettaglio, nel corso degli interventi tenuti dai Dirigenti delle Divisioni della Questura capitolina competenti per materia, il focus è stato rivolto al ruolo proattivo e propositivo che i Corpi delle Polizie Locali possono interpretare nella azione di contrasto ai fenomeni di abusivismo commerciale e della prevenzione dei reati che attingono alle fasce fragili.
In particolare, tra i temi trattati figurano i provvedimenti di cui all’art. 100 del T.U.L.P.S., come noto tesi al sanzionamento di irregolarità a carico di attività imprenditoriali soggette a licenze di pubblica sicurezza, sottolineando come le misure interdittive eventualmente adottate debbano fungere da strumenti per il ripristino delle condizioni di legalità ed allo stesso tempo di avvio di percorsi virtuosi che vedano il coinvolgimento degli stessi esercenti, al fine di alimentare una cultura gestionale responsabile delle rispettive attività.

Sul fronte delle fasce deboli, è stata richiamata l’attenzione sul moltiplicatore esponenziale che il coinvolgimento delle Polizie Locali, proprio in virtù della conoscenza dei territori e delle comunità di riferimento, è in grado di originare nella prevenzione dei reati, che attingono, in particolare, alla violenza di genere, con l’impulso alla adozione dei provvedimenti previsti dall’ordinamento vigente e, in particolare, dello strumento dell’ammonimento del Questore.

A segnare il passo nel richiamato processo funzionale è, quindi, senza dubbio la puntuale conoscenza di aree territoriali decentrate rispetto ai confini della Capitale, che deve restituire un valore aggiunto nelle dinamiche della pianificazione dei dispositivi di sicurezza e del controllo del territorio.

Ad avvalorare la teoria gestionale oggetto del confronto sono stati esaminati alcuni case study, tra cui appuntamenti recenti che hanno visto la partecipazione del Sommo Pontefice, rispettivamente nei Comuni di Genazzano e Castel Gandolfo, in occasione dei quali l’apporto degli enti “padroni di casa”, si è rivelato straordinariamente strategico.

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