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Di Emanuela Sirchia :: 16 ottobre 2026 18:15
Finalmente il Teatro Valle! Riapre dopo 16 anni uno dei più prestigiosi palcoscenici della Capitale

(AGR) È un autunno straordinario per la cultura romana. Dopo la riapertura del Teatro Eliseo e del Piccolo Eliseo ecco il ritorno del Valle, uno dei palcoscenici più prestigiosi e non soltanto della Capitale. è considerato il più moderno e allo stesso tempo il più antico d’Europa. Progettato nel 1727 dall’architetto Tommaso Morelli ha una capienza di 900 posti ed è noto per aver ospitato le prime esecuzioni di opere liriche quali il Don Giovanni di Mozart, la Cenerentola di Rossini e per la prosa, Sei personaggi d’autore di Pirandello. Chiuso da ben 16 anni, da oggi riapre finalmente i battenti e lo fa con la dedica a Franca Valeri. La ristrutturazione è iniziata nel 2023 con un investimento di oltre 11 milioni di euro ed oggi è stato ufficialmente inaugurato dal sindaco Gualtieri.
Si è trattato di un intervento complesso, reso possibile dal lavoro congiunto di professionisti, tecnici, restauratori e maestranze specializzate, le cui diverse competenze hanno accompagnato tutte le fasi del recupero, contribuendo a restituire alla città un bene di straordinario valore storico, artistico e culturale. Per dare una idea dell’impegno profuso in questi anni, sono 80 le maestranze presenti quotidianamente negli ultimi mesi, decine di specialisti, ingegneri e architetti e tecnici, oltre a restauratori e storici dell'arte. L’ampio processo di recupero e ammodernamento ha riguardato in primo luogo la sala, i palchi, gli scaloni e le parti monumentali progettate da Giuseppe Valadier. È stato demolito l’assito della parte più profonda del palcoscenico e si è provveduto a completare lo scavo degli ambienti interrati, in particolare nel sottopalco, nel sotto-retropalco e nel cavedio nord, destinati a ospitare i locali tecnici e ambienti adibiti a deposito.
Recuperata la "Danza delle ore" nel boccascena composta da putti monocromi di grande pregio
Particolarmente rilevante è stato il restauro degli apparati decorativi, condotto sulla base di approfondite indagini storiche e stratigrafiche svolte dalla Sovrintendenza Capitolina insieme alla Soprintendenza statale e ai restauratori incaricati. Nel corso del restauro sono state fatte anche alcune scoperte significative e tra queste una decorazione ottocentesca nascosta sotto ridipinture novecentesche. Nell’arco del boccascena è infatti riemersa una pregevole “Danza delle ore”, composta da putti monocromi di raffinata qualità pittorica su fondo in oro zecchino, riconducibile agli interventi ottocenteschi documentati negli elaborati storici legati a Valadier. Al recupero artistico si è affiancata una fase di ammodernamento, caratterizzata dalla realizzazione di numerose nuove opere strutturali, tra cui una struttura alleggerita sopra la volta del retropalco, nuove fondazioni per il montacarichi dal palcoscenico al sottopalco, per l’ascensore e per il corpo scale ubicati nel sotto-retropalco, oltre a tutte le strutture relative al cavedio nord.
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