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Di :: 20 ottobre 2026 20:55

Fibrillazione atriale, oltre un milione di anziani colpiti in Italia, cardiologi e medici di famiglia fanno rete

(AGR) Fare squadra tra ospedale e medicina del territorio per gestire meglio il paziente aritmico: è questo l’obiettivo del corso ECM “L’aritmologia clinica nel 2026: ‘We Win’ tra ospedale e territorio”, in programma venerdì 23 ottobre 2026, dalle 14.00 alle 18.30, presso l’Aula Multimediale del Policlinico Casilino (Via Pietro Belon, Roma). L’evento, organizzato da DreamCom (Provider ECM n. 5942), assegna 4 crediti ECM ed è accreditato per Medici Chirurghi di tutte le discipline e Odontoiatri. La direzione scientifica è affidata al Prof. Leonardo Calò, al Dott. Marco Rebecchi e al Dott. Ermenegildo De Ruvo.

I numeri spiegano l’urgenza. Secondo lo studio FAI – La Fibrillazione Atriale in Italia, condotto dall’Istituto di Neuroscienze del CNR e dall’Università di Firenze con il finanziamento del Ministero della Salute e pubblicato sulla rivista EP Europace, la fibrillazione atriale interessa il 7,3% degli italiani over 65: circa 1,1 milioni di persone, destinate a salire a quasi 1,9 milioni entro il 2060. Per il paziente con fibrillazione atriale il rischio di ictus è circa cinque volte quello della popolazione generale, e le Linee guida 2024 della Società Europea di Cardiologia stimano che la prevalenza della malattia raddoppierà entro il 2050.

 
Le aritmie cardiache rappresentano una delle principali sfide cliniche della cardiologia contemporanea, per la loro elevata prevalenza, l’impatto sulla qualità di vita dei pazienti e le potenziali complicanze, tra cui ictus, scompenso cardiaco e morte improvvisa. In particolare, la fibrillazione atriale costituisce la forma più diffusa di aritmia sostenuta nella popolazione adulta, con un’incidenza in costante aumento in relazione all’invecchiamento demografico e alla crescente diffusione dei fattori di rischio cardiovascolare.

Negli ultimi anni si è assistito a un’evoluzione significativa nella comprensione dei meccanismi fisiopatologici delle aritmie, con un crescente riconoscimento del ruolo dei fattori di rischio modificabili, quali ipertensione arteriosa, diabete mellito, obesità, sindrome delle apnee ostruttive del sonno e stili di vita non corretti, nella loro insorgenza e progressione. Ciò ha determinato un cambio di paradigma, orientando la gestione clinica verso un approccio integrato che affianchi alla terapia dell’aritmia una strategia strutturata di prevenzione primaria e secondaria.

Parallelamente, i progressi tecnologici hanno ampliato in modo rilevante le possibilità diagnostiche e terapeutiche. L’impiego di sistemi di monitoraggio avanzati, dispositivi indossabili e tecnologie digitali consente oggi una diagnosi sempre più precoce e accurata, mentre le tecniche di ablazione transcatetere, sempre più sofisticate, e l’evoluzione dei farmaci antiaritmici e anticoagulanti hanno migliorato significativamente gli esiti clinici.

In questo contesto, il ruolo del cardiologo e del medico di medicina generale diventa centrale nella gestione integrata del paziente, dalla stratificazione del rischio alla diagnosi precoce, fino alla scelta terapeutica più appropriata e personalizzata. Il corso si propone di fornire un aggiornamento completo e multidisciplinare sull’aritmologia moderna, con un focus particolare sulla prevenzione, sulla gestione dei fattori di rischio, sulle innovazioni diagnostiche e sulle più recenti strategie terapeutiche, favorendo il confronto tra specialisti e medicina del territorio e promuovendo un approccio clinico orientato all’appropriatezza, alla sostenibilità e alla centralità del paziente.

Il programma

Dopo l’introduzione dei tre direttori scientifici, i saluti istituzionali saranno portati da Antonello Aurigemma, Presidente del Consiglio Regionale del Lazio, e da Pier Luigi Bartoletti, Segretario Provinciale FIMMG Roma.

La prima sessione, dedicata a strategie e percorsi ambulatoriali in cardiologia e alla rete intra ed extra ospedaliera, è presentata da Ilaria Jacomelli, Marco Rebecchi, Leonardo Calò ed Ermenegildo De Ruvo e si apre con l’intervento di Silvio Festinese sulla prevenzione primaria e gli stili di vita dal punto di vista della cardiologia del territorio.

La seconda sessione, “Fibrillazione atriale 3.0”, moderata da Marco Rebecchi, Giuseppe Bruni, Germana Panattoni, Alessandro Fagagnini e Domenico Grieco, affronterà il tema da più angolazioni: la lettura di Leonardo Calò sul paziente fibrillante, la fibrillazione atriale nel giovane e la gestione delle recidive in Pronto Soccorso con Luca Barca, le terapie più efficaci delle recidive e i nuovi antiaritmici con Marco Rebecchi, l’ablazione transcatetere nel 2026 con Ermenegildo De Ruvo.

La terza sessione, moderata da Riccardo Morgagni e Annamaria Martino, è dedicata alle cardiomiopatie con elevato profilo di rischio aritmico e agli algoritmi decisionali ambulatoriali: la cardiopatia ipertrofica ostruttiva con Emanuele Canali, l’amiloidosi cardiaca con Kristian Galanti, le cardiomiopatie aritmogene e la decisione nel paziente a rischio in attesa della genetica con Cinzia Crescenzi, il monitoraggio con sistemi impiantabili e l’indicazione al defibrillatore con Marco Panuccio. Chiude i lavori il questionario ECM.

Il corso è realizzato con il contributo non condizionante di PMI Science (Philip Morris International), Bruno e Dompé.

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