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Di E. B.: Redazione AGR :: 12 agosto 2026 15:23
Emicrania: caldo, variazioni atmosferiche ed umidità aumentano il rischio di crisi

(AGR) L’emicrania è una malattia neurologica caratterizzata da una particolare suscettibilità del cervello a modificazioni dell’ambiente interno ed esterno e molti studi scientifici hanno provato il rapporto tra condizioni meteorologiche e questo tipo di mal di testa. In questi mesi di temperature estreme sono molti a lamentare attacchi di cefalea.
“Anche se non possiamo dire semplicemente che “il caldo provoca l’emicrania” sappiamo però che nei pazienti emicranici temperature elevate possono contribuire ad abbassare la cosiddetta “soglia emicranica”, rendendo più probabile l’insorgenza di un attacco per ogni aumento della temperatura di almeno 5 gradi - spiega il prof. Antonio Russo, Ordinario di Neurologia, Direttore del Programma Interdipartimentale di Medicina delle Cefalee, Università della Campania “Luigi Vanvitelli” di Napoli.
Ma non è solo il caldo ad aumentare il rischio. “Esista una relazione certa tra temperatura, umidità ambientale, pressione atmosferica e attacchi emicranici. Quello che non sappiamo ancora è quanti casi di emicrania, quante cefalee sta provocando l’abnorme calore che questa estate opprime l’Italia e l’Europa. Perché gli effetti del cambiamento climatico sulla salute sono qualcosa di nuovo che dobbiamo studiare e chiarire in tema di emicrania come in tutti i campi della medicina” precisa la prof. Marina De Tommaso, Ordinario di Neurologia all’università di Bari, Presidente della Società Italiana per lo Studio delle Cefalee (SISC).
Non esiste, secondo gli esperti, una temperatura soglia oltre la quale possiamo prevedere che una persona avrà un attacco di emicrania. La sensibilità meteorologica è estremamente individuale. Il cervello emicranico come un sistema particolarmente sensibile alle perturbazioni dell’equilibro dell’organismo (la cosiddetta omeostasi). “Caldo, disidratazione, sonno insufficiente, digiuno, luce intensa, stress e cambiamenti delle abitudini tipici delle vacanze estive possono sommarsi – continua il prof. Russo - Nessuno di questi elementi è necessariamente sufficiente da solo, ma insieme possono superare la soglia oltre la quale l’attacco diventa più probabile. Per questo il “bollino rosso” è una misura personale”. Quando preoccuparsi allora? “Quando insorge un mal di testa “nuovo”, molto intenso, diverso dal solito o associato a febbre, confusione, alterazioni della coscienza o sintomi neurologici, è necessaria una valutazione medica” spiega il prof. Russo.
In attesa di studi più approfonditi sul rapporto tra cambiamenti climatici e mal di testa, si possono mettere in atto diverse misure di prevenzione consigliate dagli specialisti. Ecco i consigli SISC.
Aria condizionata sì o no? Non esiste alcuna evidenza per cui chi soffre di emicrania debba evitare l’aria condizionata. Sebbene molto frequentemente i pazienti riferiscono che l’esposizione all’aria condizionata, soprattutto per molte ore o quando si passi continuamente dalle alte temperature all’esterno a un ambiente fresco, scatena una crisi. Ma più che demonizzare il condizionatore e’ meglio ricercare una certa stabilità termica: il problema, come spesso avviene negli emicranici, può nascere dagli estremi.
Farmaci . È consigliabile prendere farmaci a scopo preventivo durante le ondate di caldo? “Alcuni pazienti mostrano una chiara stagionalità e riferiscono un aumento degli attacchi durante i mesi estivi” spiega il prof. Russo. “Se questa relazione ed il peggioramento è clinicamente significativo, può essere ragionevole programmare con lo specialista una strategia preventiva personalizzata per il periodo di maggiore vulnerabilità soprattutto per evitare il ricorso ai farmaci sintomatici. Ma sia chiaro: solo con l’accordo dello specialista, no all’automedicazione”
Aria e sole, non sempre amici. Altri fattori che gli emicranici dovrebbero considerare per evitare attacchi di mal di testa sono il vento, che può scatenare allodinia, fenomeno per cui stimolazioni nervose “innocue” sulla pelle, in alcuni casi vengono trasformate in dolore. Inoltre attenzione alla luce solare intensa: la fotofobia è uno dei fattori che accompagnano sempre la crisi emicranica” dice la prof. De Tommaso. Quindi, occhiali da sole e cappelli.
Acqua. Il caldo aumenta la sudorazione e la perdita di acqua favorendo la disidratazione, come si è detto. Questa è un fattore ben noto delle crisi emicraniche e può spiegare almeno una parte dell'aumento degli attacchi nelle giornate molto calde. Ricordarsi perciò di bere molta acqua.
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