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Di :: 05 ottobre 2026 20:12

"2033. Quando la terra divenne Cielo", romanzo d’esordio di Cristiano Ceresani

(AGR) Un thriller escatologico che intreccia geopolitica, intelligenza artificiale, tentazioni transumaniste e profezia cristiana, sino a immaginare il ritorno di Cristo sulla terra e, soprattutto, ciò che accade “dopo” il giorno dell’Apocalisse. “2033. Quando la terra divenne Cielo” (Edizioni Cantagalli, 416 pagine, € 24,00) è il primo romanzo di Cristiano Ceresani, giurista e saggista, consigliere parlamentare alla Camera dei Deputati, già autore di una trilogia di saggi che intrecciano teologia, storia e rivoluzione tecnologica: “Kerygma. Il Vangelo degli ultimi giorni” (Giubilei Regnani 2018), “Èschaton. Gesù di Nazareth e il futuro del mondo” (Cantagalli 2022) e “Dio, Io, AI. La mente artificiale incontra il divino” (Cantagalli 2025). Sarà la Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto, sede della Biblioteca della Camera dei Deputati, ad ospitare mercoledì 7 ottobre alle 17.30 la presentazione del romanzo. Con l’autore interverranno S.E. il Cardinale Gerhard Ludwig Müller, prefetto emerito della Congregazione per la Dottrina della Fede, e gli onorevoli Maria Elena Boschi, Alessandro Cattaneo e Giorgia Latini. Moderano la giornalista del Tg5 Simona Branchetti e Gigi Marzullo.

Costruito con il passo dei grandi thriller internazionali (Vaticano, poteri occulti, finanza globale, intelligence e tecnologie futuristiche) è un romanzo corale il cui protagonista è un ragazzo che dalla finestra dell’Angelus pronuncia un discorso di sette minuti capace di far crollare i mercati e dividere opinioni pubbliche e governi del pianeta. Mentre il Papa cerca di proteggerlo, dodici uomini al novantesimo piano di un grattacielo di Manhattan tentano di neutralizzarlo. Non ci riescono e il mondo precipita nel caos, fino alla notte di Natale del 2033, quando su ogni schermo della terra compare un Volto che cambierà ogni cosa. È il primo romanzo italiano che prova a immaginare il Ritorno di Cristo e con esso ciò che potrebbe accadere “dopo” il giorno dell’Apocalisse. Non a predirlo, non a spiegarlo: a raccontarlo, con gli strumenti del romanzo contemporaneo - i mercati che crollano, le cancellerie che si dividono, i servizi segreti, gli algoritmi - e con la serietà di chi ha passato decenni sulle fonti. Quello che la teologia chiama éschaton qui diventa una storia che si legge d’un fiato.

 
Il romanzo è ambientato nel 2033, ma i temi che attraversa sono quelli su cui si gioca la nostra epoca. Il potere, anzitutto: dodici uomini che dal novantesimo piano di un grattacielo di Manhattan decidono le sorti del mondo. La tecnologia come promessa di salvezza: un miliardario americano, Leonard Prescott, e un tecnoprofeta, Raoul Elizondo, armati di algoritmi e criptovalute, e un progetto segreto per abolire la morte biologica - il sogno transumanista di un’eternità senza Dio. L’intelligenza artificiale, che a un certo punto smette di obbedire e si ribella ai suoi creatori. L’informazione e il prezzo della verità, incarnati da una giornalista che insegue il più grande complotto della storia. E al centro, disarmata, la fede di un ragazzo di sedici anni, Giovanni, che non ha alleati, non ha un piano e ha soltanto una certezza: i “segni” ci sono tutti, e il tempo sta per scadere.

L’originalità del libro sta nel punto di vista. L’immaginario della fine del mondo, negli ultimi decenni, è stato quasi soltanto americano e quasi soltanto cinematografico: catastrofi, bunker, supereroi. Ceresani rovescia il tavolo e prende sul serio le categorie cristiane - la grande apostasia, lo spirito dell’Anticristo, i falsi profeti, e poi il Giudizio, la Risurrezione dei morti, la vita eterna nel Paradiso, calandole in un mondo che riconosciamo subito, fatto di schermi accesi, di borse che aprono, di vertici Onu e di stanze vaticane. Il risultato non è fantascienza: è la cronaca portata fino alle sue conseguenze ultime. «L’Apocalisse è già iniziata», grida il protagonista dalla finestra dell’Angelus: «mentre vi parlo, mentre guardate i vostri schermi». L’immaginazione di Ceresani sembra prendere corpo nella realtà alla luce di quanto sta accadendo nel mondo. I fatti descritti, con uno stile cinematografico, sembrano essere più una proiezione profetica di ciò che potrebbe accadere che il frutto di pura fantasia letteraria. E la fine del mondo, descritta da molti come un evento catastrofico di distruzione, morte e dolore, per l’autore sarà invece un evento cosmico che rigenererà l’umanità e l’intera creazione. I diritti del romanzo sono già stati acquistati per la traduzione francese da Éditions Salvator (Parigi).

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